Estate 2019: preoccupazione di sindaci e operatori per la mancanza di parcheggi sulla Costa dei Trabocchi

La via Verde è ormai in dirittura d’arrivo. Non tutta le la verità. Fra pochi settimane apriranno dieci chilometri del tracciato, da Torino di Sangro a Rocca San Giovanni, come ha annunciato oggi a Fossacesia, l’Arch. Francesco Faraone, Direttore tecnico dei lavori, e salgono prepotentemente alla ribalta problemi datati. Primo fra tutti la mancanza di parcheggi, un aspetto sul quale spesso si sono richieste negli anni incontri con la Provincia, ente proprietario delle aree della pista ciclopedonale sull’ex tracciato ferroviario, che per la verità, sono stati pochi e mai decisivi, nonostante il pressing dei comuni interessati. Tutto è rimasto in bilico: Così, se da un lato il percorso farà crescere la presenze di villeggianti sulla Costa dei Trabocchi, dall’altro rischia di mettere in crisi i tanti operatori economici che sul turismo hanno investito. La Provincia, ha pochi mezzi e soprattutto è senza fondi, seppur ha interessi che il tracciato venga concluso nei tempi stabiliti. Una giustificazione che non può passare per abili, disertando, come avvenuto oggi, l’incontro indetto nella Sala Consiliare del Comune di Fossacesia, dai sindaci Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia), Gianni Di Rito (Rocca San Giovanni) e Nino Di Fonso, (Torino di Sangro). Assente il sindaco di San Vito, Emiliano Bozzelli.

Lì era atteso il Presidente Mario Pupillo, che avrebbe dovuto vedere gli operatori interessati alla delicata questione relativa ai parcheggi. Si tratta di quelle aree in prossimità delle ex stazioni ed in altre zone della Via Verde, dove finora è stato possibile lasciare le auto. Tra non molto, come ha ribadito l’Arch. Faraone, non sarà più possibile: stanno per iniziare i lavori di asfaltatura sui dieci chilometri sopra descritti ed entro l’8 agosto avverrà la consegna dell’opera. Ma sta per iniziare anche la stagione estiva 2019 e quindi c’è preoccupazione da parte di chi gestisti ristoranti, trabocchi e stabilimenti balneari. Le situazioni più difficili si prospettano per il tratto più caratteristico della Costa, cioè il litorale di Rocca San Giovanni e per la zona nord della spiaggia di Fossacesia Marina, dove tra l’altro sono concentrati il maggior numero di punti ristoro e spiagge servite. Sono zone che presentano, tra l’altro, rilievi che scendono verso il mare, con pochi spazi dove poter realizzare zone di sosta. Alcuni comuni hanno da tempo nei cassetti delle proposte alternative, che debbono essere discusse e eventualmente approvate, altre, sulle quali vi sono ex stazioni delle FS (come Fossacesia), chiedono l’acceso a parte di queste.

A conclusione dell’incontro, al quale ha preso parte anche Alfonso Di Fonzo, presidente dell’omonima società di trasporti (la Di Fonzo ha in progetto di istituire un servizio bus per consentire ai bagnati di raggiungere vari punti della Costa, ndr), è stato deciso di redigere un documento nel quale si chiede una riunione urgente con la Provincia e si fissano i punti sui quali avviare una discussione. Che sono: riaprire alla sosta delle auto le parti che non sono interessate dalla pista ciclopedonale lungo la Costa dei Trabocchi; individuare nuovi spazi per la realizzazione dei parcheggi; dare vita a una programmazione per indire bandi per la concessione delle aree pubbliche; fissare un incontro tra Comuni costieri, Provincia, Regione, Anas e Ferrovie dello Stato per discutere sui finanziamenti per l’acquisizione degli ex immobili delle FS prima che il contratto di concessione d’uso delle ex stazioni e dei caselli esistenti lungo l’ex tracciato scada.

Con il documento di oggi, torniamo a sollecitare il Presidente Pupillo perché questi problemi siano affrontati al più presto nell’interesse non solo del turismo dei centri che si affacciano sulla Costa dei Trabocchi ma anche dell’intero Abruzzo – hanno dichiarato Di Giuseppantonio, Di Rito e Di Fonso -. Al punto in cui siamo è indispensabile che tutti, Comuni e Provincia, chiedano l’intervento della Regione, che potrà assicurare gli interventi finanziari necessari. Altrimenti la via Verde rischia di trasformarsi in boomerang per l’economia e per il turismo dei nostri territori e della nostra regione”.

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