A Lanciano gli studenti incontrano il giornalista Paolo Gambescia

“Giornalisti si diventa? – Quando una passione si fa mestiere” è il titolo dell’incontro promosso dal Liceo scientifico G. Galilei di Lanciano per venerdì 31 maggio, che ospiterà Paolo Gambescia, storico giornalista de Il Messaggero, Il Mattino e l’Unità, di origini abruzzesi.

L’appuntamento è alle 17.30 presso il Salone d’onore “Benito Lanci” Casa di Conversazione di Lanciano.

Insieme a Gambescia interverranno Pier Paolo Di Nenno, giornalista e coordinatore de “Il Ponte”, giornale dell’Istituto di istruzione superiore “De Titta – Fermi” e Rosalinda Madonna, insegnante, coordinatrice de “Il mondo in una scuola”, giornale dell’Istituto comprensivo Umberto I e de “L’arcobaleno”, giornale dell’Istituto penitenziario di Lanciano. Moderatori saranno i docenti del Galilei Luciano Biondi e Ivana Innamorati.

L’iniziativa, inserita nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni del Liceo scientifico G. Galilei, è a cura della redazione de “Il cannocchiale”, web journal del liceo. L’edizione digitale del giornale d’istituto nasce sulle tracce dello storico giornale dello Scientifico, “Il cannocchiale”, la cui prima edizione risale all’anno 1969 quando il primo numero andava in stampa grazie alla matrice di un vecchio ciclostile.

Riprendere da lì vuole essere un tributo alla storia della scuola e a quanto di buono le generazioni di studenti che sono passati tra i banchi del Galilei hanno lasciato in termini di idee, riflessioni, proposte. “Il nuovo Cannocchiale – nelle intenzioni della redazione web – si pone nel solco della continuità con il vecchio, al quale rubiamo non solo il nome ed il logo ma anche lo spirito del dialogo aperto, del confronto costruttivo, del rapporto sinergico che c’era, c’è e ci auguriamo sempre resti tra gli alunni ed i loro docenti”.

Tra i protagonisti dell’incontro di venerdì 31 maggio c’è, appunto, Paolo Gambescia, originario di Paglieta, professionista dal 1970. Ha iniziato la sua attività all’Unità, dove è rimasto per quattordici anni, occupandosi, in modo particolare, di terrorismo e mafia, per poi passare al Messaggero e, dal 1998, diventare direttore dell’Unità, e poi del Mattino di Napoli, fino al luglio del 2002, quando diventa direttore del Messaggero, il principale giornale di Roma, ma anche il più importante quotidiano del centro-sud.

E’ autore di diversi libri sull’amministrazione della giustizia e di inchieste televisive sui grandi temi giudiziari e sociali.

 

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