Inchiesta bis su Rigopiano, chiesto rinvio a giudizio per l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo e altre 6

La Procura di Pescara ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo e altre sei persone, nell’ambito dell’inchiesta bis, per depistaggio e frode processuale, sul disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola. Insieme a Provolo, nel fascicolo bis sono imputati i due viceprefetti distaccati, Salvatore Angieri e Sergio Mazzia, i dirigenti Ida De Cesaris, Giancarlo Verzella, Giulia Pontrandolfo e Daniela Acquaviva. I sette devono rispondere di frode in processo penale e depistaggio. A Ida De Cesaris viene contestato anche il reato di falso ideologico in atto pubblico.

Già fissata per il prossimo 16 luglio l’udienza preliminare nel corso della quale il Gup Gianluca Sarandrea dovrà decidere per il rinvio a giudizio, così come chiesto dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia. Le parti civili, inoltre hanno chiesto che questo secondo filone d’inchiesta venga unito al primo.

Delle indagini si sono occupati i carabinieri forestali di Pescara, diretti dal tenente colonnello Annamaria Angelozzi. L’accusa formulata dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia è di avere occultato il brogliaccio delle segnalazioni del 18 gennaio 2017 alla squadra Mobile di Pescara per nascondere la chiamata di soccorso fatta alle 11.38, presso il Centro coordinamento soccorsi della Prefettura, dal cameriere Gabriele D’Angelo, una delle 29 vittime della tragedia.

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