Respinto ricorso dell’Abruzzo: la Centrale di compressione gas di Sulmona si farà

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha respinto un ricorso proposto dalla Regione Abruzzo e confermata la delibera con la quale il Consiglio dei Ministri, nel gennaio dello scorso anno, ha deciso il superamento del dissenso emerso in sede di Conferenza di servizi, disponendo la prosecuzione del procedimento di autorizzazione alla costruzione della Centrale di compressione gas di Sulmona, proposta dalla società Snam Rete Gas.

La centrale di compressione è prevista a Case Pente, e fa parte del metanodotto Sulmona-Foligno, un tratto della Rete Adriatica che dovrà far arrivare in Europa dall’Azerbaijan. Il nuovo tratto Sulmona-Foligno dovrebbe collegarsi con il metanodotto già esistente e proveniente da Campochiaro in Molise, e che corre lungo il Parco nazionale della Majella. La centrale di Sulmona, che occuperà un’area di circa di 12 ettari, avrà la funzione di accelerare il flusso del gas, 25 milioni di metri cubi standard al giorno, nella condotta che dovrà essere collocata ad una profondità di 3 metri, e avrà un diametro di 1,5 metri, e che dovrebbe attraversare per 170 chilometri la provincia aquilana da Sulmona a Montereale, passando per i comuni Collepietro, Navelli, Caporciano, San Pio delle Camere, Prata d’Ansidonia, San Demetrio Ne’ Vestini, Poggio Picenze, Barisciano, L’Aquila, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, e Montereale, per poi proseguire fino a Foligno.

La Regione Abruzzo contestava il mancato assoggettamento a VAS del progetto relativo alla Centrale di compressione che per il Tar Lazio “nel caso in esame, non era necessario l’assoggettamento a VAS per la localizzazione dell’opera”, trattandosi “di valutazione che spettava all’Autorità competente che gode, al riguardo, di ampio potere discrezionale”; in più, l’impianto “è anche destinato ad essere sottoposto ad una futura Autorizzazione Integrata Ambientale, senza la quale non potrà essere messo in esercizio”.

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