Chieti, il consiglio approva il bilancio e Di Primio lascia Forza Italia

Il Consiglio comunale di Chieti, a conclusione di una seduta durata oltre cinque ore ha approvato il bilancio di previsione e il Dup, il documento unico di programmazione. 11 voti a favore, 10 i contrari. Alla conta sono venuti meno i consensi dell’intero gruppo di Forza Italia, che non ha partecipato alla seduta, e che ha determinato l’annuncio del sindaco Umberto Di Primio d’aver inviato una lettera a Silvio Berlusconi per annunciare l’uscita dal partito: “Credo che a questo punto non debba più essere io ad avere rapporti con i singoli – ha sottolineato il primo cittadino a proposito dei rapporti a livello locale – si è oggi mostrata una maggioranza diversa, si dovrà decidere cosa fare”.

Di Primio, come si ricorderà, ha presentato le sue dimissioni e entro il prossimo 7 luglio dovrà confermerle o ritirarle. Certo alla luce di quanto avvenuto oggi in aula, con una maggioranza di centrodestra che ha fatto registrare altre defezioni, per Di Primio sarà dura andare avanti. Le fibrillazioni delle ultime setimane hanno lasciato un profondo solco e il sindaco teatino non è affatto intenzionato a cedere di un solo millimetro dalle sue posizioni con il gruppo consiliare di Forza Italia.

”Il dato politico dice che io non ho più una maggioranza come uscita dalle urne, ma grazie al senso di responsabilità straordinario di chi è stato seduto in Consiglio comunale senza farmi ricatti fino all’ultimo momento – ha detto Di Primio – e soprattutto grazie a coloro che non avevano l’obbligo di stare in aula che sono quelli della minoranza che ci hanno consentito di andare avanti, oggi Chieti ha un bilancio che ha 40 milioni di lavori, che ci consente di dire che da settembre partiranno i servizi di scuolabus come gli asili, ha un bilancio che ci consente di fare lavori e manutenzioni per la città che ad oggi sono mancate. Il bilancio approvato dà la possibilità a Chieti di avere milioni di investimenti, servizi che ripartiranno e un parere positivo che nessuno avrebbe potuto sperare visto che il primo bilancio del 2015 aveva tutt’altro segno”.

Le parole di Di Primio e l’uscita da Forza Italia hanno subito provocato la reazione del coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano. «Il sindaco dichiara unilateralmente di non considerarsi più di Forza Italia e non posso che prenderne atto. Ma dovrà essere lui a spiegare perché intende far ricadere su Forza Italia un problema di contrapposizione non politica ma meramente personale, quindi da affrontare e risolvere in altra sede. Ricordo a me stesso che Di Primio poco più di un anno fa venne accolto a braccia aperte da Forza Italia, che lo ha sostenuto con convinzione e lealtà non solo nel suo percorso amministrativo iniziato nel 2015 a Chieti, ma anche nell’azione di indirizzo politico nel suo complesso. Ricordo invece a lui, anche se dovrebbe saperlo benissimo, quanto io mi sia speso in prima persona, non lesinando tempo, impegno e mediazione, per ricucire lo strappo tra il sindaco e una parte dei consiglieri di maggioranza che prima lo avevano sostenuto e che poi hanno invece ritenuto di assumere una posizione critica nei suoi confronti. Fino all’ultimo, in qualità di coordinatore regionale di Forza Italia, ho provato in tutti i modi ad accorciare le distanze e smorzare i toni di una contrapposizione anche aspra, senza alibi e senza strumentalizzazioni. Per trovare un punto di incontro – prosegue Pagano – occorre la volontà di arrivarci, che forse al sindaco è mancata. Personalmente avevo invitato tutti i consiglieri forzisti ad assumere un atteggiamento responsabile, a essere presenti in aula e votare il bilancio, a tutela dei cittadini di Chieti e del loro diritto a essere amministrati dal centrodestra secondo le indicazioni pervenute dalle urne nel 2015. La mia linea è stata quella della convergenza, della coerenza, del bene della città. Non tutti l’hanno intesa così e hanno voluto sostenerla, preferendo invece la prova di forza e lo strappo: chi ha sbagliato se ne assume la responsabilità personale e politica. Di Di Primio – conclude Pagano – ho apprezzato le qualità e l’entusiasmo. Ne apprezzo un po’ meno un decisionismo che di politico, nel senso migliore del termine, ha poco o nulla».

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