Poca sicurezza e troppo caos, rischia di saltare il Jova beach party a Vasto Marina

Sul ‘Jova beach party’, il concerto che Jovanotti terrà il prossimo 17 agosto a Vasto Marina, diventa un caso. E rischia di non tenersi. A farlo intendere è il Prefetto di Chieti, Giacomo Barbato, al termine della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. I motivi? Più d’uno e tutti legati ai pareri espressi sul Piano di sicurezza presentato dagli organizzatori, che sono stati definiti negativamente. Dall’esame del progetto presentato dall’organizzazione, si prevede la chiusura della Ss 16 Adriatica lungo la quale è prevista la sosta degli autobus che trasporteranno i fan di Jovanotti in prossimità della spiaggia, dove appunto il cantante si esibirà. Oltre alle conseguenze sulla circolazione stradale che avrà come conseguenza il dirottamento dl traffico dalla statale su altre arterie e sulla A14, il fatto che proprio in quei giorni scatterà il contro esodo per le ferie. Inoltre, la scelta di tenere il concerto sulla spiaggia, non rassicura affatto per la presenza di stabilimenti balneari e per la vicinanza alle abitazioni. In più, c’è un altro ostacolo dovuto a un fosso che per le autorità rappresenta un altro pericolo.

Maurizio Salvadori, produttore e organizzatore dei concerti di Jovanotti ha annunciato che prenderà contatto con la Prefettura di Chieti per fissare un incontro nel più breve tempo possibile, per analizzare le possibili criticità del progetto e trovare le migliori soluzioni.

Da parte sua il sindaco di Vasto, Francesco Menna, in una nota, ha dichiarato che “alla luce delle criticità emerse per la viabilità e per l’ordine e sicurezza pubblica sulla proposta progettuale complessiva presentata dall’organizzazione la stessa darà necessariamente riscontro con le opportune modifiche tecniche da sottoporre al vaglio delle autorità preposte. A tal fine gli uffici comunali continueranno a dare tutto il supporto necessario alla organizzazione. Per quel che concerne la stretta competenza comunale gli uffici hanno affrontato ed istruito il progetto ed a riguardo sono stati rilasciati già alcuni atti autorizzatori fondamentali per la corretta realizzazione dell’evento”.

La Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus esprime la sua soddisfazione per le parole preoccupazioni enunciate dal Prefetto di Chieti. L’associazione nell’esposto del 24 giugno scorso, inviato anche a Barbato e a molti altri enti, aveva sollevato dubbi anche sull’aspetto della sicurezza strettamente connesso a tematiche ambientali. Aveva fatto notare che la spiaggia in questione era stata descritta dagli organizzatori come priva di ostacoli e di vegetazione. “Invece c’è un corso d’acqua, come abbiamo potuto facilmente dimostrare inviando le foto di Fosso Marino, che è riportato anche nella mappa ufficiale del reticolo idrografico del Ministero dell’Ambiente. Nell’esposto avevamo scritto, sollevando anche una miriade di altre criticità, “ma non viene citato un corso d’acqua nonostante le implicazioni per la sicurezza e la concreta disponibilità delle aree.” dilungandoci poi sulla questione con tanto di foto, mappe e planimetrie. Un fatto che strideva non solo con la realtà ma anche con l’operazione portata avanti in contemporanea dal Comune di Vasto, che era riuscito incredibilmente ad ottenere dalla Regione Abruzzo ben 80.000 euro di fondi pubblici per tombare il fosso, proprio per consentire il Jova Beach Party e nonostante un piano spiaggia comunale che imponeva l’esatto opposto, la rinaturalizzazione del fosso.  

Insomma, una situazione a dir poco imbarazzante derivata da una scelta sbagliata in partenza, quella di usare le spiagge per mega-eventi che invece vanno fatti nei luoghi adatti come stadi, palazzetti e piazze, dotati di tutti gli standard, dai parcheggi ai bagni passando per mezzi di trasporto collettivi adeguati. Ovviamente la SOA continuerà a seguire l’evolversi della vicenda, anche per quanto riguarda la segnalazione circa il livellamento dell’area eventi purtroppo realizzato in pieno periodo riproduttivo del Fratino al fine di permettere lo spostamento dei giostrai dall’area scelta per il Jova Beach Party. Ora auspichiamo che anche il Ministero dell’Ambiente Costa, seguendo l’esempio del Prefetto di Chieti, faccia sentire la sua voce in merito a localizzazioni del tour inopportune e a nostro avviso dannose non solo sotto l’aspetto delle ruspe in azione su habitat dunali ma anche sotto l’aspetto culturale e dell’effetto emulazione. Purtroppo in questa triste vicenda abbiamo dovuto ascoltare in programmi nazionali anche il dileggio da parte di uomini di spettacolo di fama nei confronti delle azioni di protezione della biodiversità portate avanti molto spesso da volontari al posto degli organi dello Stato ad essi teoricamente deputati, come se non fosse giusto tutelare il patrimonio naturalistico e paesaggistico nazionale formalmente protetto da direttive comunitarie e leggi statali”. 

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