Abruzzo in arretratezza digitale/1

Obiettivo della nostra indagine:  informare il lettore sulla situazione di “arretratezza digitale” in cui si trova l’Abruzzo, sensibilizzarlo sui vantaggi che può offrire il digitale per propria azienda e potenzialmente sul manto economico abruzzese ed infine concludere l’articolo con una domanda provocatoria che lascia spazio ad approfondimenti

Abruzzo agli ultimi posti per innovazione digitale nelle piccole e medie imprese. Le piccole aziende — che compongono la maggioranza del tessuto imprenditoriale della nostra regione — arrancano dietro la rivoluzione tecnologica che ci ha investito ormai anni fa, perdendo potenzialmente importanti opportunità di guadagno.

Sfortunatamente i numeri non mentono: secondo “SELFI 4.0” di Unioncamere solo il 2% delle imprese abruzzesi, infatti, ha intrapreso un cammino di digitalizzazione della propria azienda, posizionandosi agli ultimi posti dietro a Marche (3%), Puglia (4%) e Campania (6%) e ben lontana dagli standard del centro-nord, con la Lombardia salda al primo posto (28%).

Ma cosa intendiamo per digitalizzazione? Molto spesso si pensa alla digitalizzazione come alla conversione dei documenti cartacei in file digitali.Tuttavia, questa è solo la punta dell’iceberg di un processo ben più corposo e orientato ad aiutare l’impresa ad aumentare la propria produttività ed efficienza.

Software gestionali, macchinari di nuova tecnologia, fatturazione elettronica e firma digitale sono solo alcuni tasselli della digitalizzazione aziendale. Digitalizzare una piccola impresa, vuol dire anche saper sfruttare internet e i nuovi canali digitali per rendere competitiva la propria azienda e farla crescere.

Che sia la mancanza di consapevolezza la ragione di questo “ritardo tecnologico”? Nonostante l’ampia diffusione ed utilizzo di internet nella vita di tutti i giorni (il 92% della popolazione italiana ha una connessione internet ed il tempo medio di utilizzo giornaliero è di 6 ore – we are social e hootsuite) da un’indagine realizzata da Confindustria e CRESA è emerso che in Abruzzo la maggioranza delle imprese del campione preso in esame (84%) non comprende fino in fondo il valore aggiunto che le nuove tecnologie potrebbero apportare al proprio business. Nello specifico, il 58% di queste ritiene che la digitalizzazione rivesta un’importanza media per la propria azienda e il 30% un’importanza bassa; solo il 15% attribuisce agli strumenti digitali un’elevata rilevanza per il proprio business.

Persino strumenti basilari come la connessione ADSL, che al giorno d’oggi rappresenta la normalità nelle case degli italiani, trovano difficoltà ad attecchire nelle aziende abruzzesi. La stessa indagine mostra che il 5,4% delle imprese campione non sono connesse ad internet, l’1,6% non ha connessione a banda larga, solo il 12% la fibra ottica e il 4,7% il sistema satellitare.

Tuttavia, per la normale routine aziendale internet èpiù una necessità che un vezzo tecnologico. Entrando più nel dettaglio, infatti, si osserva che circa il 90% delle imprese connesse, utilizza internet nei rapporti clienti/fornitori, il 53% per le comunicazioni interne, il 30% per la promozione dell’azienda e della sua attività (sito istituzionale/social network).

Nonostante questo, le aziende abruzzesi non sembrano sentire la necessità di fare del digitale la loro priorità. A supporto di questa tesi, la scarsità di figure specializzate adatte a questo scopo nelle suddette aziende. Solo il 10,5% delle PMI abruzzesi ha al proprio interno addetti esperti in tecnologie digitali, l’8,9% di imprese hanno delegato queste attività in outsourcing, il 78,5% delle aziende intervistate non dispone al proprio interno di un esperto in tecnologie digitali né fa ricorso ad un consulente esterno per fronteggiare le proprie necessità, il restante 2,1% non ha fornito risposta a riguardo. Dato ancora più allarmante è che solo il 4,2% delle imprese dichiara di far partecipare i propri dipendenti a corsi sull’utilizzo delle tecnologie digitali.

In linea di massima troviamo una scarsa propensione ad investire sia in processi digitali sia in personale esperto in materia, comprese attività di promozione online. Anche in questo campo, troviamo una generalizzata avversione aziendale, tutta nostrana, nei confronti delle nuove soluzioni di marketing digitale che si trovano sul mercato. Da uno studio di Top Digital Agency i motivi per i quali non si investe nella promozione dell’azienda online sono molteplici: il 26% delle piccole imprese ritiene che i propri clienti non siano online, il 25% perché non ha conoscenze tecniche, il 23% delle ritiene che internet non sia rilevante per la propria attività o industria, il 22% non ha risorse umane e/o finanziarie.

Eppure i fatti parlano chiari: gli studi dimostrano che tra il 70% e l’80% delle persone ricerca un’azienda online PRIMA di visitare la piccola azienda o fare un acquisto con loro (bluecorona). Il 46% di tutte le ricerche su Google ha un intento locale e, secondo i dati di Google, il 68% dei consumatori che effettuano ricerche locali sul proprio smartphone va in un negozio entro 24 ore e quasi il 50% effettua un acquisto nello stesso giorno. Un’indagine della topdigital agency dimostra che il 91% dei clienti ha visitato un negozio a causa di un’esperienza online e il 37% delle persone utilizza Internet per trovare un negozio almeno una volta al mese.

Vista la tendenza di crescita dell’uso di internet da parte della popolazione, per ogni azienda, piccola o grande che sia, sarà sempre più importante essere in grado di commercializzare in modo efficace il proprio business su una piattaforma digitale. Basti pensare alle nuove generazioni che oggi praticamente “nascono” digitalizzate. Nel giro di pochi anni, saranno loro i nuovi consumatori e, probabilmente, vorranno “consumare” da aziende in grado di rispondere alle loro esigenze ed aspettative.

Concludendo, l’Abruzzo è ancora terra vergine di digitale e il processo di digitalizzazione fa fatica ad avviarsi. Per una regione che vive di turismo, questo potrebbe rappresentare un collo di bottiglia importante nell’economia abruzzese. Il lato positivo? Un terreno inesplorato presenta quasi sempre una opportunità d’oro per chiunque sia abbastanza intraprendente da avventurarcisi.

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