Crisi idrica, la Sasi replica i sindaci: “Aspettiamo fondi per rifare la rete”

Dopo gli annunci, il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe ha messo nero su bianco, formalizzando la richiesta di un tavolo tecnico per discutere e affrontare una volta per tutte problemi irrisolti che continuano a creare disagi e difficoltà in molte zone della provincia di Chieti. Specie a Vasto e nel Vastese, ma non sono esclusi numerosi Comuni del Sangro Aventino costretti a fare i conti con il razionamento quotidiano della risorsa idrica, specie nelle ore notturne. Una situazione che, come più volte è stato ribadito dal presidente Basterebbe e dall’attuale Cda, può essere risolta solo con un investimento importante, di almeno 30 milioni di euro, una somma che non dovrebbe essere impossibile reperire. Dopo il presidente, i primi sindaci a firmare la lettera – inviata al presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, al presidente e direttore generale dell’ Ersi Abruzzo, ai ministri di Economia e Ambiente, a tutti parlamentari abruzzesi e ai consiglieri regionali di maggioranza e opposizione – sono stati i sindaci di Vasto, San Salvo Gissi, San Buono e Furci. Località che soprattutto nelle ultime settimane hanno sofferto molto per la mancanza di acqua. A sottoscrivere il documento anche il primo cittadino, di Ortona e di Lanciano. Per il Comitato dei Sindaci (sono 47 i Comuni che ne fanno parte) hanno firmato Giulio Borrelli ed Enrico Di Giuseppantonio, sindaci di Atessa e Fossacesia. Tutti convinti e concordi sulla necessità di coinvolgere le istituzioni nella risoluzione di una situazione che per alcuni paesi è diventata di emergenza.

“Comprendo l’esasperazione delle popolazioni che subiscono da tempo la sospensione della fornitura con le prevedibili conseguenze, specie nei mesi estivi, con giornate di caldo torrido – ha rimarcato ancora Basterebbe – in queste ultime settimane come è noto abbiamo fatto incontri e riunioni per spiegare le ragioni di questa condizione penalizzante, stiamo lavorando e facendo tutto il possibile per contenere i disagi, molti dei quali sono purtroppo inevitabili se non si procedono a interventi davvero risolutivi. Negli ultimi giorni è stata pure annunciata una class action contro la Sasi da parte di un nutrito gruppo di utenti, oltre al movimento civico di Vasto l’Arcobaleno che ho avuto occasione di incontrare. Capisco la rabbia dei cittadini e proprio con l’obiettivo di confrontarci seriamente sulla questione acqua abbiamo chiesto un tavolo tecnico e mi auguro che sia la volta buona, confido nell’attenzione e nella sensibilità delle istituzioni coinvolte. L’acqua, non mi stancherò mai di ripeterlo, è un bene di tutti, primario e prezioso e quindi va garantito e assicurato a tutti”.

Nella lettera Gianfranco Basterebbe ha puntualizzato e ricordato gli aspetti salienti dell’attività della Sasi, spiegando i compiti della società e illustrando con chiarezza il perché dei problemi ormai cronici, anzi sempre più gravi.

“Il territorio gestito risente fortemente della carenza idrica soprattutto nei mesi estivi – si legge nel documento – in quasi tutti i Comuni viene effettuato il razionamento (prevalentemente con chiusure notturne), invece la situazione è emergenziale nell’area Vastese in cui l’erogazione della risorsa è garantita soltanto per poche ore nel periodo estivo e razionata anche nel periodo invernale. Tale quadro non deriva dall’assenza di risorsa quanto da problematiche di trasporto e vetustà delle infrastrutture, nonché dal mancato potenziamento delle possibili ulteriori fonti di alimentazione dell’area”.

Da qui la richiesta di investimenti e quindi di fondi. Ora alla Sasi si attende di conoscere la data dell’incontro richiesto. Si spera che i tempi siano davvero brevi.

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