Malfunzionamento di 12 depuratori nel Frentano, assolti i due imputati

Domenico Scutti, ex presidente della Sasi Spa di Lanciano, e Alfiero Marcotullio, amministratore della Ecoesse sono stati assolti dall’accusa di inquinamento ambientale di fiumi e mari per il malfunzionamento di 12 depuratori, in sette comuni del Frentano, posti sotto sequestro nell’aprile 2015, con provvedimento della Procura di Lanciano. I sigilli agli impianti gestiti dalla Società Abruzzese Servizio Idrico Integrato Servizi di Lanciano, furono posti dalla Polizia giudiziaria del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Pescara, della Capitaneria di Porto di Ortona e del Comando Provinciale del Corpo Forestale di Chieti. Il provvedimento riguardò i depuratori di Santa Liberata, Cerratina e Villa Martelli, a Lanciano; l’ impianto in Località Pagliaroni a Treglio; l’impianto di Vallevò e Cavalluccio a Rocca San Giovanni; l’impianto di Località Civitella a Santa Maria Imbaro; l’impianto di Località Zappetti, a Bomba; l’impianto di località Sangro, a Quadri; gli impianti in Località Valloncello, Ianico e Osento  di Atessa

La sentenza che ha mandato assolti Scutti e Marcotullio è stata emessa oggi pomeriggio dal giudice Andrea Belli. Per le violazioni ambientali contestate l’assoluzione è giunta per prescrizioni di reato, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato e perché il fatto non sussiste. La Procura aveva chiesto la condanna per il solo Scutti per inquinamento ambientale delle acque di fiumi e mare a un anno di reclusione, più un anno e 4 mesi di arresto e 5 mila euro di ammenda per altre contravvenzioni su reati ambientali connessi. Per Marcotullio chiesta invece l’assoluzione, col nuovo articolo ex insufficienza di prove. Prima di emettere la sentenza Belli ha dichiarato con ordinanza anche l’inutilizzabilità della consulenza del pm perché eseguita dopo la scadenza delle indagini preliminari, atteso che la proroga della prima scadenza è stata chiesta dopo la scadenza del termine.

Dichiarati così inutilizzabili le deposizioni rese dal consulente della procura in udienza, su cui la stessa procura aveva costruito l’impianto accusatorio.

Il giudice ha poi revocato il sequestro preventivo dei depuratori. Le difese avevano chiesto l’ampia assoluzione dei due imputati.

Al processo si era costituito parte civile il ministero dell’Ambiente, chiedendo agli imputati un risarcimento danni di 25,6 milioni di euro totali, da dividere tra Scutti e Marcotullio.

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