Valanga di Rigopiano, udienza rinviata dopo aggressione a uno degli imputati

E’ stata rinviata al 25 ottobre l’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, su uno dei due filoni sul disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola, che il 18 gennaio 2017 costò la vita a 29 persone. Il rinvio è stato dettato dal difficile clima di tensione dentro e fuori dell’aula, sfociata con una aggressione all’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino, da parte di Maria Perilli, madre di Stefano Feniello, una delle vittime del resort. E’ stato necessario l’intervento delle forza dell’ordine per riportare la calma, mentre Giancaterino è stato medicato dal personale del 118.

L’aggressione è avvenuta nel bar del tribunale durante una pausa dell’udienza. “E’ stato lui a firmare i primi documenti per l’ampliamento dell’albergo e ha dato la possibilità al resort, da quel momento, di essere aperto anche durante l’inverno, non solo d’estate, quindi ha condannato a morte Stefano – ha detto Maria Perilli.

C’è rabbia nei parenti di coloro che sono rimasti uccisi dalla valanga nel gennaio di due anni fa. Sono nervosi per i tempi lenti, secondo loro, con quali si va avanti nella ricerca delle responsabilità della tragedia. Hanno tutti timore nella prescrizione, una ‘minaccia’ che incomberebbe, a loro parere, sulla vicenda giudiziaria, che vede imputati 25 indagati, tra i quali l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo, l’ex presidente della Provincia, Antonio Di Marco ed il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. Il capo d’imputazione per loro parla a vario titolo di disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, omissione d’atti d’ufficio, abuso in atti d’ufficio. In sostanza, attraverso il processo, si vuole accertare e se l’hotel poteva essere realizzato lì dove è stato investito dalla valanga, sulla carenza dei soccorsi e sul perché la Regione Abruzzo non si fosse dotata della ‘carta valanghe’.

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