Quaresimale al posto di Fioretti, Marcozzi (M5S): “Non cambia niente. E’ solo questione di poltrone”

Matteo Salvini decide in queste ore se invitare l’Assessore al lavoro a farsi da parte Piero Fioretti dopo il caso sula nomina dell’avvocato Caterina Longo, moglie di Fioretti, nella commissione per le adozioni internazionali. Passo indietro o meno, per Sara Marcozzi, capogruppo del M5S in Emiciclo, non ci sarà nessun cambiamento nella Giunta regionale.

Tutto sarebbe un sintomo di continuità nella linea politica dettata dal centro destra, fondata sulla continua creazione di nuove poltrone. Infatti, nel caso in cui questa sostituzione dovesse realmente concretizzarsi – dice la Marcozzi -, sarebbe attivato lo strumento della surroga, l’attuale Capogruppo della Lega, Pietro Quaresimale, esentato dal ruolo di Consigliere regionale per lasciare spazio a un altro dei candidati delle elezioni del 10 febbraio che però, numeri alla mano, non è stato eletto dai cittadini. Il centro destra continua così a viaggiare di nomina in nomina, di poltrona in poltrona. Le perdite di tempo per i loro problemi interni sono all’ordine del giorno e bloccano le urgenti riforme di cui la nostra terra ha bisogno. Evidentemente, non è stato sufficiente bloccare la Regione su un quesito referendario sulla legge elettorale nazionale, prossimo alla bocciatura della Corte Costituzionale. Continuano a rimandare le sfide più importanti per l’Abruzzo su sanità, lavoro e sviluppo economico, preferendo trovare soluzioni su nuove poltrone, con la surroga pronta anche per il Sottosegretario D’Annuntiis, e aumento degli stipendi, come accaduto al direttore Arit e ai dirigenti Asl. Il tutto nel costante silenzio del Presidente Marsilio, incapace di dare spiegazioni in Consiglio regionale o nel corso delle Commissioni a cui, puntualmente, non partecipa. La mancanza di attenzione – conclude – che rivolgono verso le priorità della nostra regione non è più accettabile. Gli abruzzesi non meritano di essere abbandonati a loro stessi da chi, invece, dovrebbe tutelarne gli interessi primari”.

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