Rapina ai Martelli: le richieste di condanna del pm Di Serio

Queste le richieste di condanna avanzate al termine della sua requisitoria dal Procuratore Capo della Repubblica di Lanciano, Mirvana Di Serio, al Giudice per le udienze preliminari, Giovanni Nappi, per i componenti della banda di romeni, autori della sanguinosa rapina del 23 settembre 2018, ai danni dei coniugi Carlo Martelli e Niva Nazzan.

L’udienza di oggi, è iniziata in forte ritardo: due degli imputati, Ruset Aurel, rinchiuso nel carcere di Pescara, e Adrian Martin, detenuto a Campobasso, non sono comparsi in aula per errori organizzativi nella loro traduzione a Lanciano. Si è perciò atteso il loro arrivo, fino a quando non è giunta in aula la loro rinuncia a comparire. Il Gup Nappi ha quindi dato avvio al processo, nonostante si è in attesa di conoscere il parere della Cassazione, chiamata a pronunciarsi sull’istanza di trasferimento del procedimento in altra sede per legittimo sospetto, avanzata prima dell’udienza preliminare di oggi dagli avvocati Rocco Ciotti e Alessandra Acciaro del Foro di Teramo, che hanno assunto da poco la difesa di Colteanu, 26 anni, uno dei principali imputati. Per lui la pm Di Serio ha chiesto 18 anni di carcere perché è quello che ha reciso una parte dell’orecchio destro di Niva Nazzan la notte dell’irruzione in villa. Colteanu, era stato arrestato a Casal di Principe dalla squadra mobile di Caserta dopo che gran parte della banda era già stata catturata. Tentava di piazzare a qualche ricettatore locale un orologio d’oro rubato ai Martelli. Il giovane, tra l’altro, era ricercato per una sentenza passata in giudicato per la quale doveva scontare una pena a un anno e 4 mesi per un rapina, sempre in villa, commessa in provincia di Frosinone. Colteanu, nella ricostruzione fatta dagli inquirenti, aveva reciso il lobo dell’orecchio destro della Bazzan perché convinto, come gli altri complici, che nella villa dei Martelli vi fosse una cassaforte, con oggetti di valore. Per oltre 2 ore hanno tenuto sotto sequestro il medico chirurgo e la moglie, fino a quando non hanno riscontrato che in casa non c’era quello che avevano immaginato. A quel punto, alcuni di loro si sono fatti consegnare le carte di credito del professionista e della moglie e i relativi pin, e con l’auto del medico, una Fiat Sedici, hanno raggiunto alcuni sportelli bancari della città per prelevare soldi. Hanno raccimolato poche centinaia di euro, hanno fatto ritorno nella villa di località Carminello per poi allontanarsi con il resto della banda e hanno raggiunto località Serre, sempre con l’auto del chirurgo. Lì, ad attenderli, un loro complice, con un mezzo ‘pulito’. Poche ore dopo la rapina, i primi arresti.

Il dibattimento di oggi è stato aggiornato al prossimo 8 ottobre, quando prenderanno la parola gli avvocati degli imputati.

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