FIM CISL e FIOM CGIL lanciano allarme per i 330 lavoratori della Oma

Le Segreterie Provinciali FIM CISL e FIOM CGIL sono molto allarmate dalle notizie che in questi giorni si rincorrono sulle testate giornalistiche per le sorti della OMA e della Holding Angelucci alla quale fa capo e per le sorti di 330 lavoratori e delle loro famiglie.

“Nessun segnale tangibile fino ad ora, lasciava presagire un tale stato di insolvenza tanto da impedire l’omologa del concordato preventivo richiesto dalla OMA lo scorso 18 febbraio, soprattutto se consideriamo che a tutt’oggi i dipendenti sono al lavoro, fatta eccezione per 4 unità in CIGO, i salari sono puntualmente pagati e le commesse sono regolarmente rispettate oltre ad avere piani di lavoro programmati per i prossimi 4/5 mesi. La percezione che le cose sarebbero andate meglio è stata aumentata dopo l’ingresso della Cassa Depositi e Prestiti e dalla visibilità dello stesso Mauro Angelucci, Presidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara fino al 17 febbraio scorso, che ha goduto della massima stima e collaborazione presso Confindustria e le consociate per rilanciare le sue attività in un segmento importante del proprio business. Esprimiamo un giudizio durissimo sull’atto unilaterale aziendale di dismettere l’attività per limitare i danni finanziari che non possono ricadere sulla parte debole della catena produttiva ovvero i lavoratori e per questo chiediamo al Governo Regionale di portare avanti con determinazione il tavolo di confronto che si aprirà con la partecipazione dei sindaci dei comuni interessati il prossimo 11 Ottobre, allargandolo alle aziende che hanno già manifestato interesse alla prosecuzione dell’attività d’impresa.Ciò,oltre a salvaguardare un’azienda leader italiana nei settori del Cemento, Chimico, Petrolchimico, Oil e Gas, porrebbe in salvo i contratti in essere ed il futuro lavorativo di 330 persone suddivise tra le regioni Abruzzo e Toscana dando alle loro famiglie la speranza di un futuro migliore. Chiediamo al Governo Regionale,alle istituzioni,di dare sostegno ai lavoratori, adottando provvedimenti capaci di dare un’effettiva svolta alla vertenza tracciando una linea di condotta definita ancora prima della data del prossimo 22 Ottobre quando il Tribunale di Pescara sarà chiamato a pronunciarsi sull’istanza di fallimento”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *