Pierburg di Lanciano, i sindacati chiedono chiarezza sul futuro dell’azienda

Prospettive e impegni da definire alla Pierburg di Lanciano. L’azienda, stabilimento storico della Val di Sangro, a livello internazionale è da sempre uno dei partner più stretti dell’industria automobilistica, attraverso la costruzione della componentistica ha accompagnato da vicino lo sviluppo dell’automobile sin dai suoi inizi. Pierburg fa capo alla Rheinmetall Automotive della casa madre Rheinmetall fondata nel 1997 dalla fusione della KS Kolbenschmidt GmbH di Neckarsulm con la Pierburg GmbH di Neuss. La società ha diverse sedi in Germania ed è nota sia come Kolbenschmidt sia come Pierburg, nello specifico lo stabilimento Pierburg di Lanciano è gestito da MSI, un’ ulteriore ramo del gruppo. In questa fase lo stabilimento frentano sta subendo, come tanti competitor dello stesso settore, una contrazione di mercato. Continua il ricorso alla CIGO e il momento d’incertezza che sembrava essere stato fugato da MSI poco prima della fermata estiva, invece si riaffaccia prepotentemente all’orizzonte. Le segreterie di Fiom-Fim-Uilm Chieti e la Rsu Pierburg, ricordano che l’azienda, in quell’occasione, venne al tavolo e prospettò diverse ricollocazioni di prodotti e macchinari da altri stabilimenti del gruppo in favore di Lanciano. Lo stesso giorno fu anche firmato un accordo sulla contrattazione di secondo livello che oltre a prevedere miglioramenti economici per il potere d’ acquisto delle maestranze, introdusse una sorta di salario d’ ingresso per i nuovi lavoratori con il fine di facilitare il ricambio generazionale e la creazione di nuovi posti di lavoro. Durante l’ ultimo incontro furono presi accordi per un nuovo appuntamento che si sarebbe dovuto tenere entro la fine di ottobre per fare un bilancio delle attività messe in campo, purtroppo l’ azienda ci ha fatto sapere per mezzo di Confindustria CH-PE che l’incontro è stato posticipato a dopo la metà di novembre, non sappiamo quale lettura dare a questa comunicazione, il fatto è che pur avendo fiducia che l’azienda mantenga gli impegni presi e sottoscritti, ad oggi le nostre RSU non hanno ancora notato e non hanno notizie certe di movimenti che fanno presagire l’arrivo di macchine e/o lavorazioni che, dal prossimo febbraio, almeno per una parte dovrebbero andare a regime produttivo. Continua l’emorragia di personale per pensionamento e quota 100 ma ad oggi l’azienda non sta prendendo impegni per il ricambio generazionale, ad oggi nessun lavoratore è stato assunto a fronte dei diversi usciti. Segnaliamo che continuano pressioni sulla produttività delle Lavoratrici e dei Lavoratori nonostante siano già in vigore in aziende le tabelle produttive elaborate dagli uffici preposti, una bella contraddizione interna. E’ elementare che per ottenere più produttività bisogna investire e non spremere gli addetti con pressioni a bordo macchina o rimodulazioni delle tabelle senza modifiche dei cicli. Gira voce che si stia ragionando di portare lo stabilimento a un unico turno lavorativo, questa notizia, se fondata ci preoccupa perchè significa che si vuole contrarre le produzioni oltre a creare inevitabilmente una struttura non competitiva con costi di gestione più alti.

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