Estorsione, ai domiciliari un 39enne di Chieti

La Squadra Mobile di Pescara ha tratto in arresto un 39enne residente a Chieti nella flagranza del reato di estorsione e truffa commessi in danno di una signora residente a Pescara. L’arresto è maturato a seguito della denuncia sporta nel pomeriggio di ieri presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico teatino i cui operatori attivavano immediatamente il personale in servizio presso la sezione reati contro il patrimonio della locale Squadra Mobile. L’attività di polizia giudiziaria condotta dagli investigatori nella giornata di ieri, ha origine nel settembre 2018 quando la denunciante aveva ceduto ad un sedicente procacciatore d’affari, suo conoscente, la propria autovettura dandogli l’ incarico di venderla con “procura”. Da quel momento la vittima non ha avuto più contezza delle sorti della sua auto motivo per cui denunciava il procacciatore per appropriazione indebita, ottenendo un decreto di sequestro del mezzo dal GIP del Tribunale di Pescara che, di fatto, rimaneva ineseguito per irreperibilità del mezzo. Dal mese di aprile 2019 la vittima iniziava a ricevere una serie di richieste di denaro via SMS e social network da un’utenza a lei sconosciuta. In questi messaggi l’estorsore, oltre ad inviarle fotografie della sua autovettura, convinceva la vittima a fare due versamenti su una PostePay al fine di ottenere informazioni sul luogo in cui poter rinvenire il mezzo in questione. Nel pomeriggio di ieri, dopo l’ennesima richiesta es torsiva, la vittima decideva di rivolgersi alla Polizia di Stato presentando formale denuncia. Di qui l’attivazione di un dispositivo finalizzato a cogliere nella flagranza del reato l’estorsore che aveva un appuntamento con la vittima in Piazza San Giustino nel tardo pomeriggio. Una volta avvenuto lo scambio denaro-chiave dell’autovettura (risultata fasulla) scattavano le manette ai polsi del 39enne teatino che, non a caso, risulterà essere il figlio di colui che si era appropriato indebitamente dell’autovettura della 70enne pescarese. Subito dopo l’arresto veniva anche rinvenuta l’auto della donna che, una volta dissequestrata, ritornerà finalmente nella disponibilità dell’avente diritto. Al temine delle operazioni, come disposto dall’A.G., D.M.M. veniva posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in Chieti.

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