Commercioa Lanciano, piovono critiche dall’Ascom al Piano Dehors

Lanciano sempre più sta perdendo quell’attrazione che aveva anni fa con un commercio unico, che anche città grandi ci invidiavano”.

Parte da questa desolante constatazione Rocco Finardi, presidente Lanciano di Ascom Abruzzo, che risponde alle dichiarazioni da parte del sindaco e dell’assessore al Commercio di Lanciano, che hanno affermato a più riprese come la stia cambiando pagina. Motivo per il primo cittadino, Mario Pupillo e dell’assessore Francesca Caporale, il Piano Dehors (cioè il regolamento che disciplina le modalità di occupazione del suolo pubblico o privato gravato da servitù di uso pubblico, a servizio degli esercizi per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e delle attività artigianali del settore alimentare, per potenziare le attività degli stessi con adeguati spazi all’aperto, ndr).

Finardi ritiene che la disciplina adottata per le strutture precarie esterne, mobili o smontabili o facilmente rimovibili, è il risultato di un patto con la Sovrintendenza, che non ha tenuto conto delle esigenze dei commercianti, tra l’altro espresse anche attraverso l’Ascom.

Commercio che si trova a dover far fronte, secondo Finardi, a una serie di problemi oggettivi, che l’hanno notevolmente ridotta. Una viabilità incomprensibile non solo per i lancianesi, ma anche per chi viene da fuori – sottolinea -. Corso Trento e Trieste sul quale si continua a intervenire sulla nuova pavimentazione per continue riparazioni, senza avere spiegazioni ai cittadini, cioè ai contribuenti di Lanciano. C’è una Ztl che crea tanti problemi che sta svuotando, ancora di più. Altro esempio eclatante Via del Mare. Come si fa a continuare a dire che questa strada rispetta tutte le norme e come è possibile per una città che dice di voler cambiare, mostrare, come biglietto da visita, Via Panoramica. Lanciano tra l’altro perde abitanti a dimostrazione che se tutto andasse bene oggi parleremmo di una città in crescita. Una città vive e produce se l’attenzione da parte di chi amministra è alta verso gli imprenditori e i commercianti: sono loro il traino. Invece l’amministrazione accetta un patto con la Sovrintendenza che mette fine al commercio. Si accetta un “Piano dehors” che obbliga un commerciante a scegliere per un massimo di sei mesi il posizionamento del proprio gazebo che poi va rimosso e magari rimesso sei mesi dopo, senza però crearsi il problema del costo di tutta questa manovra. In agosto – ricorda Finardi – il sindaco in una riunione dei commercianti interessati al “Piano Dehors” aveva promesso che, insieme alla Regione, alla Provincia e ai commercianti, avrebbe fatto valere esigenze comunali e imprenditoriali. Invece anche questa volta ha ritenuto di non considerarci importanti per la sopravvivenza della nostra città. Una realtà che vive solo delle Feste di settembre andrà sempre più a morire”.

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