Banda nigeriana dedita allo sfruttamento della prostituzione sgominata nel teramano

Associazione a delinquere finalizzata alla commissione dell’illecito intermediazione finanziaria autoriciclaggio e riciclaggio internazionale nonché per il reato di tratta di esseri umani. Sono questi i reati per i quali stamani all’alba è stata eseguita una vasta operazione della squadra mobile di Teramo con l’ausilio del reparto prevenzione crimine Abruzzo di Pescara delle squadre mobili di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata nelle Marche, con la quale è stata sgominato una banda composta da cittadini nigeriani. Gli ordini di custodia hanno riguardato 4 donne 5 uomini. A loro si è arrivati grazie a minuziose indagini da parte degli inquirenti e dalle quali è emerso come anche in Abruzzo, così come in altre parti d’Italia, operasse un gruppo di cittadini di nazionalità nigeriana ben strutturato e dedito ad attività illecite. La banda, infatti, poteva assicurarsi proventi consistenti dallo sfruttamento della prostituzione, in particolare sulla Bonifica del Tronto, nel comune di Martinsicuro, ma anche con altre traffici tra Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e questo spiega la ragione per la quale oggi c’è stata la collaborazione di uomini della Polizia di Stato nelle Marche. Secondo quanto riferito in conferenza stampa presso la Procura distrettuale antimafia de L’Aquila, dal procuratore capo della città e della direzione distrettuale antimafia del capoluogo, Michele Renzo, dal pubblico ministero David Mancini, e dal dirigente della squadra mobile di Teramo, Roberta Cicchetti, il gruppo, dal gennaio scorso, avrebbe inviato nel paese africano qualcosa come 7,5 milioni di euro, tutti da proventi illeciti, molti dei quali tornavano in Italia per investimenti. Le ingenti somme di denaro raggiungevano la Nigeria via Fiumicino, eludendo la sorveglianza in aeroporto nascondendo il denaro dentro tappeti, scarpe. La principale fonte di guadagno era invece assicurata dalla prostituzione. Giovani donne ingannate con la promessa di un lavoro e che poi erano costrette ad andare in strada dietro minacce, anche quella di riti malefici con vittime i familiari rimasti in Nigeria. L’operazione che ha portato agli arresti odierni prende spunto dal sequestro durante alcuni controlli all’aeroporto di Fiumicino, che ha permesso di sequestrare ben 400 mila euro e identificare i corrieri che dall’Abruzzo e dalle Marche, portavano soldi in Nigeria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *