Omicidio Ciarelli, Giannicchi risponde al magistrato ma ci sono ancora vuoti nel suo racconto

Quaranta minuti per raccontare al giudice per le indagine preliminari del Tribunale di Vasto, Italo Radoccia, alla presenza del sostituto procuratore Gabriella De Lucia, quel che venerdì scorso è avvenuto in auto tra lui e la moglie e poi l’omicidio. Almeno una parte di quei tragici momenti: Domenico Giannicchi, 68 anni, non ricorda tutto, ha dei vuoti. Lo riferisce all’uscita del carcere vastese il suo difensore di fiducia, Alberto Paone, del Foro di Lanciano. Frammenti di una tragedia che ha scosso ma che confermano le voci che chi frequentava la coppia ha riferito dopo l’assassinio di Luisa Ciarelli, di 65 anni: Giannicchi, si diceva nello ore successive all’omicidio, era in cura da uno psicoterapeuta per problemi psichici e le sue condizioni spiegherebbero la violenza usata venerdì mattina, 29 novembre, per ammazzare la donna. E’ bastata una scintilla per innescarla, un litigio scoppiato in auto per motivi ancora da chiarire, ma questo è relativo. Il pensionato, da quel che si appreso, aveva una visita in programma proprio in questi giorni con chi lo aveva in cura. E i forse e i se quel che è avvenuto poteva essere evitato con un maggiore controllo. Domande che potranno probabilmente essere sgombrate dopo la perizia psichiatrica che l’avvocato Paone è intenzionato a chiedere per il suo assistito. Intanto ha presentato domanda al gup Radoccia perché al Giannicchi venga applicata una misura restrittiva diversa dal carcere proprio in ragione delle sue condizioni psico-fisiche. Domani, intanto, presso l’ospedale Ss Annunziata di Chieti, l’anotomopatologo Cristian D’Ovidio, eseguirà l’esame autoptico su Luisa Ciarelli.

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