Spaccio, nove arresti a Lanciano. Gruppo collegato al clan camorristico Vollaro

100 grammi di cocaina purissima, 130 grammi di hashish e otto piante di canapa indiana e migliaia di euro in contanti. Questo il bilancio dell’operazione scattata questa mattina all’alba a Lanciano e condotta dagli agenti del locale del commissariato di Lanciano, coadiuvati dalla Squadra Mobile di Chieti, dal reparto Prevenzione Crimine e dall’unità cinofila di Pescara. Droga, soldi ma soprattutto il forte e motivato sospetto, vista la provenienze degli ingenti quantitativi di stupefacente, di collegamenti con la camorra, con il clan Vollaro di Napoli. Cinque le persone arrestate e altre quattro indagate raggiunte da ordinanze di misura cautelare emesse dal gip Massimo Canosa, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Carusi. Gli indagati sono in tutto venti. Ai domiciliari sono finiti Giuseppe De Benedetto, 52 anni, Gabriele Iacovella, di 24, Andrea Pierini, di 40, Gasperino Trivilini,39 anni, Nazario Pio Boscarino, di 21. Sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, Federico Di Nenno, 23 anni, Giuseppe D’Urso, 40 anni, e Willie Emmanuel Toribio Rubel, 25 anni. Ha l’obbligo di dimora nel comune di residenza Camillo Musa, 39 anni. Tra gli indagati c’è anche un minore, deferito al tribunale per i minorenni de L’Aquila.

L’operazione compiuta oggi è lo sviluppo delle indagini che sono seguite agli arresti, avvenuti nel dicembre di un anno fa, sempre a Lanciano, di Ciro Iengo, 22 anni, e il suocero Federico Irollo, 42 anni, entrambi della provincia di Napoli e già noti alle forze dell’ordine che erano all’apice del gruppo e che aveva creato una base operativa, che riforniva la piazza di Lanciano e di altri centri della zona era in un appartamento di Santa Maria Imbaro. Gli agenti, coordinati dal dirigente Lucia D’Agostino, avevano scoperto un vero e proprio laboratorio perfettamente attrezzato, dove gli uomini stavano confezionando 100 grammi di cocaina di ottima qualità. La cocaina sequestrata oggi è di ottima fattura, purissima, proveniente dalla Campania, e che veniva trasformata in crack sfruttando una efficiente rete di pusher.

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