Parco Nazionale della Majella, al via il progetto europeo Life ArcProm per la convivenza con l’orso bruno

Nei giorni scorsi, a Salonicco, si è tenuta una riunione finalizzata al miglioramento della convivenza tra l’orso bruno e l’uomo e alla conservazione della specie. All’evento hanno preso parte oltre 25 esperti tra greci ed italiani , i quali hanno dibattuto sugli interventi da attuare nei territori delle proprie nazioni.

Il progetto, sarà finanziato per il 75% dal fondo “LIFE NATURA” dell’ UE, verrà attuato in tre zone della Grecia e nel parco Nazionale della Majella, supportato dall’Università della Tessaglia e dal WWF Italia, si concluderà nel 2024 ed avrà come obbiettivi da un lato la riduzione del bracconaggio, dall’altro la prevenzione dei danni all’economia agricola.

Il Presidente del Parco Nazionale della Majella, Lucio Zazzara, ha dichiarato: “La partecipazione del PNM al LIFE ARCPROM integra le azioni già in corso per monitorare e tutelare l’orso nelle sue possibili interazioni con l’uomo e il suo insediamento. La questione non riguarda solo la permanenza del prezioso plantigrado nelle nostre montagne ma la tutela dell’intera biodiversità di cui l’Appennino centrale è particolarmente ricco. Per questa ragione il PNM si è anche fatto promotore di un primo accordo tra i Parchi Nazionali (accordo che dovrà essere esteso a tutte le aree protette d’Abruzzo) per costruire una rete ecologica che trascenda i confini amministrativi attuali e sia capace di realizzare finalmente una connessione generale del territorio, con tanto di corridoi protetti e di opere che facilitino lo scavalcamento di ogni ostacolo fisico. L’obiettivo – prosegue il Presidente – è da una parte quello di offrire alle nostre specie, soprattutto faunistiche, una maggiore libertà di movimento seguendo un più naturale approccio all’uso del territorio stesso, dall’altra quello di proteggere meglio la fauna selvatica dai rischi derivanti dagli attraversamenti di tante infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie, ecc.). Naturalmente questo servirà anche a tutelare meglio le popolazioni e le attività, a rendere più sicura la mobilità delle persone e dei mezzi; ma anche a ridurre i rischi derivanti da interferenze dirette soprattutto in ambienti urbani. Per queste ragioni il Parco è impegnato sia all’interno del proprio territorio, sia all’esterno, col fine di sperimentare nuovi sistemi di coesistenza del grande patrimonio ambientale con lo sviluppo delle Comunità locali e con le prospettive di valorizzazione produttiva e turistica”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *