Appuntamenti in Abruzzo

È stato consegnato domenica 8 dicembre, il riconoscimento istituito da Aset -Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana – per ricordare l’amico e collega Kyle Phillips, scomparso prematuramente nel 2013. La targa di riconoscimento è stata consegnata nell’ambito di ‘Enogastronomica’ in programma nel week end alla Fortezza da Basso. Il Premio è stato assegnato a Giovanni Angelucci giornalista freelance originario di Chieti. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier) e SSA (Sake Sommelier Association), ma soprattutto è un gastronomo che ha imparato il valore del cibo e ha già viaggiato attraverso l’Europa intera, gli Stati Uniti, l’America del Sud e l’Asia. Abituato a viaggiare costantemente attorno al mondo è specializzato nella cucina (e non solo) dell’America Latina che ha esplorato nella sua quasi totalità. Oggi vive a Milano, o meglio qui fa base, collabora con le guide di ristoranti e vini, e lavora per alcuni dei quotidiani e delle riviste più autorevoli del settore tra cui Gambero Rosso, La Stampa, Gazza Golosa della Gazzetta dello Sport, Dove, Il Giornale del Cibo, Italia a Tavola, Cucina Italiana e Vanity Fair. Predilige il reportage enogastronomico (ha pubblicato anche sul Sole24Ore, Fine Dining Lovers, ideato il format Il Mondo è Piatto per il Tgcom24, è stato tra gli speaker del TEDx Pescara) e alla base della sua esistenza c’è il viaggio, indispensabile per una vita felice. Attualmente sta lavorando al suo più grande sogno, la realizzazione di un format televisivo che dia voce e immagini ai reportage che compie attorno al mondo. A consegnare il riconoscimento il Presidente di Aset Leonardo Tozzi, il direttore di Confesercenti Firenze, Alberto Marini e Elisabetta Alti Phillips. Il premio, a cadenza annuale e giunto alla sesta edizione, è destinato al giovane giornalista di settore che meglio abbia rappresentato il modo di fare informazione a 360° che fu di Kyle Phillips: assoluta mancanza di pregiudizi, curiosità professionale, serenità di giudizio, voglia di esplorare, franchezza, brillantezza nello scrivere e sobrietà nel comportamento.

‘Lettere d’amore dal carcere’ al Teatro Fenaroli di Lanciano

 

 

Sandro Galantini a Napoli per la Bibliografia della Medicina Omeopatica Italiana

Sarà lo storico giuliese Sandro Galantini a relazionare, il prossimo 12 dicembre, sulla storia dell’omeopatia abruzzese, e di quella teramana in particolare, in occasione della presentazione della Bibliografia della Medicina Omeopatica Italiana dal 1822 al 1939, volume a cura di Francesco Eugenio Negro, che si terrà a Napoli nella raffinata cornice del Museo delle Arti Sanitarie di via Maria Longo. Unico studioso abruzzese invitato, Galantini prenderà la parola insieme con lo stesso curatore, illustre medico e presidente della Fondazione Negro Museo dell’Omeopatia di Roma, con il chirurgo Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle Arti Sanitarie, con Carlo Melodia, medico e presidente della Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica, con il chirurgo Paolo Negro della Fondazione Negro e con Giuseppe Spinelli, responsabile pubbliche relazioni CeMON, Presidio Omeopatia Italiana. Con il suo intervento lo storico giuliese, considerato espressamente dal presidente Melodia uno dei più ragguardevoli studiosi italiani di storia della medicina omeopatica, illustrerà quella “linea” abruzzese di medici ed esponenti dell’omeopatia, attivi nel corso dell’Ottocento, che ebbe un ruolo assai importante nel rendere Napoli la culla italiana dell’omeopatia. Autore, già nel 1999, di un articolato saggio scientifico sull’omeopatia nel Teramano pubblicato dalla rivista “Aprutium”, organo dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche di cui fa parte, Galantini ha in seguito approfondito gli aspetti storici relativi alla diffusione della medicina omeopatica nel territorio teramano e di qui a Napoli. Di particolare interesse il suo saggio del 2001, riguardante il ruolo avuto da Melchiorre Delfico nella penetrazione del metodo terapeutico basato sul principio similia similibus curantur, e il volume Scritti di Rocco Rubini, uscito nel 2004 per la casa editrice Ricerche&Redazioni, con il quale ha restituito alla comunità scientifica le vicende e l’eminente ruolo del Rubini, nato a Cellino Attanasio nel 1800, fondatore a Napoli nel 1852 di una farmacia omeopatica e quindi direttore, sempre nella capitale del Regno delle Due Sicilie, dell’ospedale della Cesaria, trasformato sotto la sua direzione in ospedale omeopatico, probabilmente il primo a vedere la luce nel Mezzogiorno. Si deve ancora agli studi di Galantini, peraltro ampiamente richiamati il 19 luglio 2014 in occasione Congresso della Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis tenutosi a Parigi e più di recente, nel novembre 2017, dalla biologa Anna Fontebuoni nella rivista “Il medico omeopata”, se si sta facendo strada l’idea di riscrivere la storia italiana dell’omeopatia. Come ha infatti documentato Galantini, già dal 1792 un esponente di primo piano della comunità scientifica e culturale abruzzese, Vincenzo Comi, seguiva e studiava i primi esperimenti di Samuel Hahnemann, fondatore della medicina omeopatica, trentasei anni prima della sua applicazione pratica presso l’Ospedale Militare della Trinità di Napoli.

“Il sogno della città giardino” a Pescara

Il 14 dicembre, alle ore 9,30, presso la Sala Tosti dell’Aurum di Pescara, si svolgerà l’evento “Il sogno della città giardino” – riqualificazione delle aree verdi cittadine. La mattinata è promossa e organizzata dal Co.n.al.pa. delegazione Pescara-Chieti, AIAPP e il Liceo Artistico Musicale Coreutico “Misticoni Bellisario”di Pescara, con a capo il D.S. Prof.ssa Raffaella Cocco. Si parlerà di verde urbano e di riqualificazione dei giardini in città. Patrocinato da Comune di Pescara, Italia Nostra Pescara e Pro Natura Abruzzo l’evento è incentrato sulla presentazione al pubblico di un progetto, coordinato dei docenti del Liceo Mibe Emiliano Faraone e Silvia Pennese, che prevede la riqualificazione di un’area verde urbana a Pescara. A supporto di questo progetto ci saranno interventi di esperti: Alessia Brignardello, delegato territoriale AIAPP Abruzzo e Molise, Botanico-paesaggista;Alberto Colazilli presidente del Co.n.al.pa. nazionale, curatore e restauratore di parchi e giardini; Pierlisa Di Felice presidente Pro Natura Abruzzo, biologa e botanico; Caterina Artese vicepresidente Italia Nostra Pescara, dottore forestale.

All’ex Aurum la presentazione del volume “Abruzzo. Una regione in cammino fra memoria e futuro”

La prima presentazione del volume Abruzzo, una regione in cammino fra memoria e futuro si svolgerà domani dalle 18 presso la sala D’Annunzio all’ex Aurum, in Largo Gardone Riviera a Pescara. L’occasione è propizia anche l’occasione per iniziare i festeggiamenti per i primi quarant’anni di attività della casa editrice, traguardo che sarà tagliato il prossimo anno, 2020. Il volume è il frutto di un lavoro corale che ha coinvolto dodici autori e oltre cinquanta fotografi. La traduzione, il libro è in italiano e inglese, è di Angela Arnone. Terzo, in ordine di tempo, della fortunata collana Heritage/Patrimoni, presenta e svela i diversi aspetti che caratterizzano l’Abruzzo contemporaneo, molto oltre lo stereotipo che vuole l’Abruzzo legato indissolubilmente alle figure del cafone siloniano o del pastore dannunziano. Piuttosto una regione dinamica che a partire dalla fine degli anni Sessanta ha saputo bene interpretare lo spirito dei tempi e proporsi come luogo della contemporaneità e del cambiamento.

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