Infermieri sotto attacco, dure le reazioni dei sindacati e del Direttore generale della Asl2, Schael

«La difesa dei territori non passa per la demonizzazione degli infermieri, è oltraggiosa e ingenerosa nei confronti della categoria e, soprattutto, non è onesta rispetto ai cittadini. Esprimo totale solidarietà agli infermieri che quotidianamente garantiscono assistenza di qualità, con professionalità riconosciuta e in sinergia con i medici e le altre figure professionali della sanità, secondo protocolli che dobbiamo rendere sempre più moderni, appropriati ed efficaci nell’interesse dei pazienti»: è quanto afferma il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, a sostegno delle dichiarazioni degli infermieri della SIIET e dell’OPI Chieti per gli attacchi subiti in queste ore dalla categoria.

Già in mattinata sulle dichiarazioni del Sindaco di Rapino, Rocco Micucci, erano intervenuti Roberto Romano, Presidente Società Italiana Infermieri di Emergenza Territoriale (S.I.I.E.T.) e Giancarlo Cicolini, Presidente Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Chieti (O.P.I. CHIETI). In un social, Micucci, riferendosi a una delibera aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti che porterebbe all’impiego in quei territori di ambulanze a leadership infermieristica (India), le definisce “un servizio taxi” e “un attentato alla salute pubblica”. “Si tratta di commenti francamente sopra le righe, quando non diffamatori – hanno affermato Romano e Cicolini -, i quali invitano comunque Micucci a un incontro per un confronto costruttivo nell’interesse della corretta informazione e tutela della popolazione. «Se il Sindaco, prima di commentare e postare, avesse utilizzato Internet per informarsi davvero sulla materia – proseguono – avrebbe scoperto che il mezzo infermieristico territoriale esiste da più di vent’anni in tutte le realtà più evolute del Paese in ambito di emergenza urgenza territoriale. Sistemi come quello lombardo, toscano o dell’Emilia Romagna, solo per citarne alcuni, sono indiscutibilmente autentici fiori all’occhiello della nostra gestione territoriale dell’emergenza urgenza. Quei sistemi si basano sul concetto di rete e corretta integrazione tra mezzi e professionisti e vedono nel modello “India” il loro punto di forza. Quei sistemi evidenziano, ad oggi, dati alla mano, i migliori risultati in Italia, peraltro assolutamente in linea con quelli internazionali. Ecco allora – aggiungono i rappresentanti di SIIET e OPI Chieti – che il definire la presenza in questi setting dell’infermiere, che è un professionista con formazione e competenze riconosciute, come un “attentato alla salute pubblica”, o “un servizio taxi”, scrivere di non poter “neanche pensare che davvero si possano immaginare interventi del 118 senza medici” e che “qui stiamo parlando di salvare la vita delle persone, non di fornire una prestazione qualsiasi”, oltre che essere gravemente diffamatorio della professionalità dei colleghi, finisce con l’essere nulla più di frasi a effetto, purtroppo vuote rispetto a ogni possibile contenuto e non supportate da elementi scientifici, ma solo da cattiva informazione e da pregiudizi medievali che non tengono conto della necessità di integrare tra loro ruoli e competenze sanitarie in maniera appropriata, facendo intervenire il mezzo di soccorso con l’équipe necessaria in base alla prestazione assistenziale da garantire. Che, tra l’altro, è proprio la proposta consegnata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti ai colleghi Sindaci di Micucci in sede di Comitato ristretto. Evidentemente il Sindaco di Rapino, oltre a non avere competenze in Sanità, non ha nemmeno l’umiltà o forse l’interesse a fare una chiamata ai suoi colleghi Sindaci o di informarsi diversamente come hanno già fatto tutti da giorni. Smettiamola di buttare tutto in caciara, di mettere gli uni contro gli altri i professionisti della sanità, di spaventare i cittadini! Cominciamo invece a ragionare in un’ottica di sistema su una moderna integrazione delle diverse competenze. Riteniamo che il Sindaco, se realmente volesse contribuire al benessere della sua popolazione, e non abbiamo motivo di dubitarne – concludono Romano e Cicolini -, meglio farebbe, invece di diffondere inutili allarmismi, ad abbandonare posizioni preconcette e infondate scientificamente, perseguendo invece la via della corretta informazione, per se stesso e per i cittadini ai quali si rivolge. Questi potranno stare tranquilli sul fatto che, ogni qualvolta troveranno un infermiere a soccorrerli, saranno gestiti con competenza e professionalità in un sistema di rete che garantirà loro il massimo della sicurezza possibile.

Nel suo intervento il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, ricorda come “nel Piano di riordino della rete dell’Emergenza urgenza in provincia di Chieti, che abbiamo consegnato ai sindaci del Comitato ristretto e inviato via posta elettronica certificata a tutti i Comuni, abbiamo chiarito che non vogliamo “tagliare” alcunché – prosegue Schael -. Per cui come Asl non abbiamo risposte da dare o atti da annullare. Chi ne parla o è disinformato o continua a vendere “aria fritta”. Vi è invece – secondo il manager – la necessità di dare risposte al problema della grave carenza di medici specialisti dell’emergenza che affligge non solo questa Asl, al fine di dare un servizio di qualità e omogeneo, con identiche garanzie ai cittadini delle aree interne e dei centri urbani. Dobbiamo mandare sul posto esattamente il mezzo e l’équipe più idonei a seconda del caso da trattare – sottolinea il Direttore generale -, che sia l’elisoccorso, l’ambulanza medicalizzata, o “india” con infermiere e autista, o l’auto medica. Un parco mezzi rafforzato in questi giorni dalle cinque nuove moderne ambulanze. Solo così il sistema potrà essere efficace e compatibile con le risorse disponibili. Abbiamo assicurato che faremo simulazioni e verifiche sul territorio, cronometro alla mano e alla presenza degli stessi sindaci, per accertarci che le soluzioni individuate siano compatibili con i bisogni di salute delle persone. Chi ha a cuore la popolazione della provincia di Chieti dia il suo contributo concreto a questo che è un progetto aperto e condiviso. Gli altri – conclude Thomas Schael – proseguano pure da soli le loro battaglie pretestuose e medievali che pensano solo a perpetuare la palude e a danneggiare l’interesse degli stessi cittadini».

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