Ex cda Ecolan, pubblicati i motivi della sentenza assolutoria

Il fatto non sussiste con formula piena che non lascia equivoci. Questa la motivazione della sentenza che era stata pronunciata il 19 settembre scorso dal Tribunale collegiale di Lanciano, presieduto da Andrea Belli, giudici a latere Giovanni Nappi e Stefania Cantelmi, nei confronti dell’ex presidente Gianpanfilo Tartaglia e dei membri del cda della EcoLan, Guerino Caporale, Sabatino Di Carlo, Riccardo Iurisci Di Deo, Orazio Martelli, dell’ex direttore generale, Sandro Fantini, e infine dell’avvocato Marco Maria Di Domenico. I sette erano accusati di concorso in abuso d’ufficio. Si trattava del secondo processo che vedeva coinvolto l’ex vertice della EcoLan Spa di Lanciano. Il pm Francesco Carusi, aveva ugualmente chiesto l’assoluzione per alcune ipotesi prescrizione e perchè ritenute corrette le condotte contestare e dunque perché il fatto non sussiste.

L’accusa di concorso in abuso era nata dalla denuncia del marzo 2013 presentata da Camillo Di Giuseppe, Sindaco del Comune di Altino, Segretario Provinciale del P.D. ed ex membro del precedente CdA del Consorzio Rifiuti (tutt’un condannati nel primo troncone per varie ipotesi di abuso nella gestione consortile, ma Di Giuseppe benefició della prescrizione) circa incarichi legali conferiti da EcoLan all’avv. Di Domenico  dal 2009 al 2012, incarichi che secondo Di Giuseppe erano illegittimi perché politicamente targati, troppi, conferito a voce e senza contratto scritto ed evidenza pubblica. Incarichi giudiziali e stragiudiziali, oggetto di diversi accessi agli atti da parte del Di Giuseppe, affidati in maggioranza allo stesso legale Marco Di Domenico e liquidati, come acconto, con 71.490 euro. La locale Procura (pm Anna Benigni) aveva recepito la denuncia del Sindaco di Altino e la documentazione da questi allegata (frutto di mirati accessi agli arti della EcoLan) e, concluse rapidamente le indagini, aveva richiesto al Gup Marina Valente il rinvio a giudizio dei sette, che l’accolse e così a giugno 2016 aveva inizio il processo. Durante le varie udienze l’avv. Di Domenico ha dimostrato (in una delle ultime udienze ha prodotto trenta faldoni di atti e documenti ed una articolata memoria illustrativa) che tutti gli incarichi erano stati affidati legittimamente e quindi che non vi erano irregolarità. Ed il Tribunale ha dato completamente ragione al legale, per l’effetto mandando assolti e prosciogliendo tutti gli imputati dalle accuse perché il fatto non sussiste. Si tratta della seconda sentenza assolutoria riguardante il CdA Tartaglia, in carica dall’ottobre 2009 al marzo 2013, difatti a giugno scorso il Tribunale di Lanciano (Presidente Massimo Canosa, a latere Belli e Chielli) aveva mandato assolto sempre con formula piena la stessa compagine (coinvolto il dr. Giulio Stifani invece che l’avv. Di Domenico) dall’accusa di abuso d’ufficio per incarichi rinnovati al dr Stifani quale Direttore Amministrativo. Qui la denuncia Camillo Di Giuseppe l’aveva condivisa con i colleghi del precedente CdA (Riccardo La Morgia, Luigi Toppeta, Nicola Di Toro), a marzo 2016, all’indomani della conferma della loro condanna da parte della Suprema Corte Cassazione (che annullo per vizi procedurali solo per Di Giuseppe che poi si avvalse della prescrizione dinanzi alla corte di appello di Perugia). Insomma, botta e risposta fra i due ex CdA che ha prodotto da un lato condanne e prescrizione e dall’altro due assoluzioni con formule piene, oltre che strascichi in altre sedi.

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