Testo canzone Junior Cally incita violenza sulle donne, nota di protesta alla Rai

Diventerebbe inutile che lo Stato continui a finanziare i Centri antiviolenza per poi essere, come servizio pubblico Rai, cassa di risonanza per chi canta di voler ammazzare le donne”.

E’ quanto afferma la Presidente Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo, Tania Bonnici Castelli, che insieme alla Delegata provinciale Beta Costantini ha inviato una nota di protesta alla Commissione Vigilanza Rai sull’opportunità di fare esibire il rapper Junior Cally sul palco di Sanremo o in altre trasmissioni in onda sulle reti del servizio pubblico. 

I testi di questo cantautore sono oggettivamente violenti e incitano alla violenza soprattutto sulle donne. In uno dei brani più recenti del cantante, il testo recita: “Lei si chiama Gioia / balla mezza nuda, dopo te la dà / Si chiama Gioia perché fa la tro.. / L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa / c’ho rivestito la maschera». E c’è anche un video musicale dove Gioia appare legata a una sedia con un sacco in testa. L’immagine è chiara: una donna, oggetto di piacere sadico, che per essere violentata. Con questa nota si chiede ufficialmente alla Vigilanza Rai di non permettere che simili canzoni possano essere trasmesse dalle reti pubbliche televisive e radiofoniche. Il messaggio che arriverebbe, soprattutto ai più giovani, sarebbe devastante e andrebbe in contrasto con tutto il lavoro di sensibilizzazione che la nostra Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo e le altre istituzioni stanno portando avanti contro la violenza sulle donne”.

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