Chiude la Faist di Cerratina a Lanciano, il Pd presenterà un’interpellanza

“Siamo vicino agli operai della Faist, la fabbrica di Cerratina con sede a Lanciano che produce i sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali”.

E’ quanto fanno sapere il Pd Provinciale Chieti, il Pd di Bomba e Lanciano e i Sindaci Raffaele Nasuti e Mario Pupillo dopo la notizia che i vertici aziendali hanno deciso di spostare la produzione da Cerratina a Montone in provincia di Perugia.

Un’altra fabbrica chiude e altri operai, per lo più donne, resteranno senza lavoro”, fa sapere il segretario del Pd Provinciale Chieti, Gianni Cordisco. “Questo è inaccettabile e la giunta regionale a guida Marsilio deve intervenire al più presto per fermare questi nuovi licenziamenti. Il loro silenzio a riguardo ci lascia perplessi. Con il Pd e i sindaci di Bomba e Lanciano, Raffaele Nasuti e Mario Pupillo abbiamo chiesto al Consigliere regionale, Silvio Paolucci di portare il caso in Regione”.

La richiesta è stata pienamente appoggiata da Paolucci che provvederà a presentare un’interpellanza in merito.

I lavoratori presidiano l’azienda che produce i sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali e sindacati hanno chiesto un incontro con il Prefetto di Chieti.

Anche Ascom Abruzzo è preoccupata per quanto sta accadendo e per le sorti di questi lavoratori e chiede che le istituzioni e la politica facciano la loro parte, che almeno facciano un tentativo per salvare i lavoratori da una sorte che sembra ormai segnata. 

“E’ un copione che, purtroppo, si ripete. Sono diverse le aziende che in questi anni hanno delocalizzato, non solo all’estero, lasciando sul lastrico centinaia di lavoratori. Alcune hanno optato semplicemente per altre regioni, abbandonando l’Abruzzo. Che non sembra più territorio appetibile per investire, mentre in passato qui si si sono insediati i colossi metalmeccanici che ancora trainano l’economia regionale e attorno ai quali ruotano decine di piccole imprese. Il gruppo Faist conta 4.000 dipendenti e ha 33 sedi nel mondo. Occorre un intervento deciso delle istituzioni che debbono mobilitarsi e interrogarsi su questa incresciosa vicenda, cercando anche soluzioni. E magari investendo su quelle infrastrutture – strade, superstrade, porti – del cui potenziamento si parla da decenni ma che presentano lacune ed inefficienze croniche”.

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