TPL L’Aquila–Roma e manifestazione in Piazza d’Armi a L’Aquila contro taglio corse

Il dibattito aperto sulla relazione L’Aquila – Roma, che vedrà sabato 8 febbraio un momento di protesta in Piazza d’Armi a L’Aquila, richiama alle proprie responsabilità l’attuale Giunta regionale”

Si può riassumere con questa frase la posizione assunta congiuntamente dalla Cisl dell’Aquila e dalla Federazione Trasporti Interregionale Abruzzo Molise, nelle persone rispettivamente del Responsabile Territoriale Paolo Sangermano e del Segretario Generale Amelio Angelucci, sul tema della relazione della tratta L’Aquila – Roma gestita da TUA SpA senza contributi pubblici.

Per i due dirigenti sindacali “bisogna riportare al centro del dibattito il ruolo del soggetto programmatore, ovvero della Regione Abruzzo ed in particolare dell’attuale Giunta, che con la delibera 756 del 29 novembre scorso ha sancito il carattere non essenziale della tratta tra L’Aquila e Roma. Per la Cisl e per la Fit invece alcuni collegamenti, ovvero quelli con le caratteristiche del pendolarismo così come richiamate dal Decreto Legislativo 422 del 1997 e da successivi interventi normativi, devono essere ricompresi tra i cosiddetti servizi minimi legittimandone la contribuzione pubblica”

Continuano Sangermano ed Angelucci “rimane comunque il fatto che non si può chiedere alla Società TUA di sopperire alle mancate scelte della politica attraverso una gestione non conforme alle esigenze del mercato nel momento in cui la stessa è chiamata ad effettuare i collegamenti senza contributo pubblico. Abbiamo già avuto l’esperienza in Arpa di milioni di chilometri annui effettuati senza contributo e sappiamo in quali condizioni di bilancio la stessa si è ritrovata. Già allora si chiese una assunzione di responsabilità a tutti i dipendenti delle tre Aziende pubbliche poi confluite in TUA che attraverso una decurtazione significativa del proprio salario diedero il loro fondamentale contributo per rimettere in ordine i conti. Non accetteremo mai che la storia si ripeta.”

In conclusione “la Cisl e la Fit continueranno a sottolineare l’importanza di una visione sociale del trasporto pubblico, visione che vede nell’affidamento in house dei servizi la sua espressione migliore tanto per il diritto alla mobilità dei cittadini quanto per la certezza di regole contrattuali e salariali dei lavoratori. Ogni giorno che passa si ha la sensazione che questa maggioranza di Governo regionale mini alle fondamenta tale scelta, evitando un confronto che chiediamo da tempo. Il perdurare di questa situazione non potrà che portare ad ulteriori frizioni e manifestazioni di protesta.”

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