Nel 1793 il tentativo di trasformare S.Giovanni in Venere in chiesa barocca

Nel lontano 1793 l’abbazia di San Giovanni in Venere rischiò di essere ampliata e trasformata da basilica medievale ad una sorta chiesa barocca. La curiosa notizia salta fuori da una dettagliata relazione allegata agli schizzi del progetto di rifacimento della chiesa affidato dalla Congregazione dell’Oratorio ad un certo Carlo di Marcantonio, capomastro muratore di Archi. La bizzarra idea, per fortuna mai attuata, prevedeva un invasivo intervento solo in corrispondenza della navata centrale dell’abbazia e fino al cornicione, con la previsione di ridurre sia l’altezza, sia l’ampiezza dell’edificio, formando in questo modo una soffitta interna ad uso sacrestia. Tra l’altro il progetto prevedeva anche l’ampliamento della basilica con una nuova forma planimetrica a croce latina (come si può osservare nella foto pubblicata sopra il titolo dell’articolo), conforme alle mode del tempo e quindi in uno stile barocco, con la definitiva cancellazione delle tracce più antiche. Il progetto di ristrutturazione fu promosso dalla Congregazione dell’Oratorio di san Filippo Neri, che all’epoca aveva pieni poteri decisionali non solo sulla gestione del luogo, ma anche sulla eventuale progettazione di un nuovo edificio conforme alle mode del tempo.

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