Parco Majella, presentazione del programma “Allevatori della Montagna Madre”

La Majella, la Montagna Madre, oggi luogo di sfide di conservazione, esempio di tutela ambientale nella ambiziosa missione del parco nazionale che porta il suo nome, prima area wilderness certificata in Italia,  area storica di presenza del Lupo, di rifugio per l’Orso marsicano, di nuova vita per il Camoscio appenninico, di rare ed esclusive specie vegetali, nasconde, e ancora narra, di un lungo, tenace, profondo rapporto tra l’uomo e la terra, racchiude in sè la storia dell’uomo e della natura: è la montagna, certo, della transumanza, ma anche della piccola pastorizia stanziale che per secoli ha abitato e plasmato le nostre vallate.

Negli ultimi venti anni il Parco ha pian piano sperimentato azioni e iniziative, insieme agli allevatori stessi, cercando di individuare un percorso, faticoso ma affascinante, di valorizzazione della zootecnia in chiave sostenibile e nel rispetto del sapere dei nostri padri. Così, dalle misure di coesistenza con i grandi predatori, lupo e orso, si è passati, man mano, ad un rapporto sempre più collaborativo, ove possibile, fatto di interventi nati ed attuati sui territori del parco, e a beneficio delle aziende zootecniche che vivono del rapporto insostituibile con i pascoli della Majella.

Il Parco è stato tra i primi in Italia a promuovere, già dal 2001, la coesistenza delle attività zootecniche con la tutela del lupo e dell’orso: inizialmente, con la standardizzazione delle procedure di accertamento e indennizzo dei capi predati, per favorire il congruo e rapido indennizzo dei danni agli allevatori. Di lì, si è passati all’analisi dei contesti di vulnerabilità aziendale, alla limitazione dei danni, alla prevenzione attraverso misure adattate allo specifico contesto ambientale e aziendale, pensate insieme all’allevatore (cessione di recinzioni elettrificate per la gestione degli stazzi mobili estivi, cessione di recinzioni metalliche modulari per la gestione degli stazzi mobili estivi, rete di collaborazione per la diffusione e il miglioramento delle prestazioni di lavoro del cane da pastore abruzzese, studio ed attuazione di particolari strutture temporanee per la gestione degli animali al pascolo), fino a porre in essere interventi in favore degli allevatori del Parco, nel rispetto di determinati requisiti, utilizzano i pascoli della Majella: tra questi, incentivi e rimborsi per i trattamenti sanitari profilattici ed antiparassitari sugli animali al pascolo, contributi per il miglioramento genetico del gregge, assistenza gratuita e sostegni economici in caso di particolari difficoltà di carattere gestionale o sanitario, in collaborazione con le AASSLL competenti e i medici veterinari liberi professionisti, acquisto dei capi a fine carriera non altrimenti venduti, per l’alimentazione dei lupi in area faunistica e, infine, l’avvio del programma di “restituzione della pecora” predata, primo tentativo in Europa di “andare oltre” l’indennizzo economico dei danni.

Tutte queste iniziative in favore della zootecnia sostenibile del Parco sono ora raccolte ed ulteriormente sviluppate nel programma “Allevatori della Montagna Madre”. Una nuova prospettiva e una nuova fase collaborativa, che nasce dalla consapevolezza che gli allevatori del Parco sono non solo attori fondamentali nel concepire un reale e consapevole livello di tutela dei territori, ma che sono gli unici concreti custodi del patrimonio naturale rappresentato dai pascoli della Majella.

Il programma sarà presentato Venerdì 21 Febbraio, alle ore 10, presso la Sede Operativa del Parco di Badia Morronese in Sulmona. Interverranno il Presidente del Parco Lucio Zazzara, il Presidente della Comunità del Parco Alessandro D’Ascanio, il Direttore Luciano Di Martino, il Veterinario del Parco Simone Angelucci, gli “Allevatori della Montagna Madre”, le Associazioni di categoria. Ha confermato la presenza il Presidente della Regione Marco Marsilio.

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