Lanciano, protesta in carcere

Disordini e aggressioni al carcere di Lanciano nel quale è avvenuta la protesta di detenuti, che si sono rifiutati di entrare nelle proprie camere, mettendo a repentaglio l’incolumità dei poliziotti penitenziari.

La protesta, come spiega la Fp Cgil Abruzzo e Molise, richiede “opportuna e scrupolosa attività interventistica, cosi da esautorare eventuali e possibili nefaste reiterazioni che, in ogni modo, oltre a compromettere seriamente i profili di ordine e sicurezza vanno a ledere l’incolumità psicofisica degli addetti ai lavori”.

Alcuni dei detenuti, sono stati trasferiti presso altri Istituti, due a Teramo, dove si erano già resi responsabili di altre situazioni critiche.

Forti disordini che hanno portato 4 detenuti extracomunitari, secondo quanto riferito in una nota dal comandante di reparto, dirigente aggiunto di Polizia Penitenziaria, Gino Di Nella, a rendersi responsabili “di gravi fatti a rilevanza penale, in un orario in cui si svolgevano regolarmente le attività della sezione”, protestando “animatamente e armati di oggetti rotti, preventivamente danneggiati, minacciavano di far del male a chiunque si fosse avvicinato oltraggiando ripetutamente il personale in servizio. Grazie all’intervento da parte degli uomini del reparto di polizia penitenziaria, si riuscivano a contenere i detenuti più violenti e riportare la situazione alla normalità. Si rimarca la pronta, assolutamente tempestiva ferma e rigorosa risposta dell’Amministrazione Penitenziaria, del Provveditore Regionale di Roma in stretta sinergia con l’Amministrazione locale che permetteva di ristabilire l’ordinaria vita d’istituto. Al fine di ripristinare l’ordine pubblico e la sicurezza d’istituto, si è proceduti in tempi record allo sfollamento dell’intero reparto, alla definizione delle procedure previste dalle normative vigenti e si è avviata la procedura di recupero del reparto e degli impianti.

“Un particolare riconoscimento va a tutto il personale del Reparto di Polizia Penitenziaria di Lanciano per la competenza e solerzia d’intervento. Un particolare apprezzamento all’Amministrazione Centrale che nei fatti ha dimostrato fattiva presenza ed eccellente cooperazione a sostegno del personale e dell’istituzione locale – ha concluso Di Nella.

Durante i disordini due detenuti avrebbero provato ad abbattere il cancello della sezione, mentre uno di loro, a seguito di atti autolesionistici, è stato ricoverato in ospedale.

Secondo Leo Beneduci, segretario generale Osapp, “quanto accaduto non sarebbe un evento isolato per i comportamenti dei due detenuti e di quelli dell’intera sezione. Più volte il personale avrebbe richiesto alla direzione di poter intervenire ottenendo risposte sempre negative. Inoltre, i due agenti feriti hanno dovuto ricorrere alle cure dell’ospedale di Lanciano per le ecchimosi riportate e per essere stati investiti da sputi di saliva mista a sangue”.

“Episodi gravi, con una sezione detentiva quasi distrutta, che hanno integralmente coinvolto negli eventi il fermo di qualsiasi altra attività istituzionale e il coinvolgimento dell’intero contingente di Polizia Penitenziaria autorizzato a intervenire solo successivamente. Tra le concause delle ripetute tensioni che il carcere e il personale subiscono va annoverata anche l’acquiescenza di chi ha il dovere di disporre il ripristino delle condizioni di ordine, legalità e civile convivenza all’interno della struttura”.

Giuseppe Merola, coordinatore regionale Fp Cgil esprime “forte preoccupazione” e chiede alla direttrice del carcere, Maria Lucia Avantaggiato, di “calendarizzare un urgente incontro tra
le Parti sociali, nell’interesse dei lavoratori e di una sana collaborazione istituzionale”.

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