Fabbriche metalmeccaniche non fermano la produzione, USB proclama due giorni di sciopero

FCA ha annunciato la chiusura della maggior parte degli stabilimenti in Italia ed Europa, ma la Sevel, in Val di Sangro, resta aperta. E proseguono la produzione anche Tiberina Sangro, Fada Qs, Logiservice, Ma Srl. Una situazione che mette in serio pericolo i lavoratori del settore metalmeccanico che porta l’Unione Sindacale di Base a un’azione decisa. Con una lettera ufficiale alle istituzioni, cioé al Presidente della Regione Abruzzo, al Prefetto, alle ASL, il sindacato chiede che queste prendano una posizione netta che porti alla chiusura di tutte quelle attività produttive non di prima necessità, nell’interesse collettivo di tutta la cittadinanza, almeno fino al 28 marzo in modo da garantire una riduzione del rischio da contagio per i lavoratori e i loro familiari. Non è solo il luogo in cui operano i lavoratori a rappresentare un pericolo di contagio, ma anche attraverso i mezzi di trasporto, che comunque rappresentano uno spazio chiuso e non sanificabile tra un viaggio e l’altro.

Nel frattempo l’USB Lavoro Privato Abruzzo, dando seguito allo stato di agitazione nazionale, dichiara sciopero per le intere giornate di martedì 17 e mercoledì 18 marzo in Sevel Fca, Tiberina Sangro, Fada Qs, Logiservice, Ma Srl e in tutte le aziende metalmeccaniche che non producono beni di prima necessità.

Questa scelta si motiva in attesa di decisioni che vadano verso lo stop produttivo di tutte le aziende per permettere alla sanità regionale di attrezzarsi adeguatamente, alle aziende tutte di adeguarsi scrupolosamente ai dettami di legge e alle ASL di effettuare controlli preventivi, al fine di tutelare i lavoratori e la collettività. E` evidente come si stia facendo prevalere l’interesse economico a quello della salute dei lavoratori. Se da un lato il Governo emette provvedimenti per evitare assembramenti, dall’altro non possiamo pensare che tenere aperti stabilimenti, dove si lavora uno a fianco all’altro per 8 ore consecutive, non esponga al un rischio di contagio. Vale per le grandi aziende ma anche per tutte le medie e piccole aziende, che magari non sono in grado di garantire le giuste misure di prevenzione per la tutela della salute dei lavoratori. Se a questo si aggiunge il fatto che il sistema sanitario regionale al momento non è del tutto preparato ad un aumento esponenziale dei casi di contagio si può facilmente comprendere quale rischio corriamo in caso di contagi nelle aziende dati anche i numerosissimi pendolari”.

Intanto con una nota il gruppo FCA ha annunciato la chiusura della maggior parte degli stabilimenti in Italia ed Europa, affermando che questa decisione rientra in un ampia serie di azioni in risposta all’emergenza COVID-19. Riteniamo che sia una decisione saggia proprio a ridosso di quella che a detta degli esperti dovrebbe essere, almeno in Italia, la settimana del picco del contagio. Ma al tempo stesso risulta paradossale e imprudente lasciare aperti stabilimenti e/o indotti come quello di SEVEL per esempio. Ciò avviene senza che gli organi competenti possano eseguire in tutte le aziende controlli preventivi che sarebbero opportuni data l’emergenza sanitaria in corso.

Irresponsabile è anche l’atteggiamento dei sindacati confederali che permettono che tutto ciò avvenga mettendo a rischio soprattutto quei lavoratori con contratti atipici che sono sempre sottoposti ad un implicito ricatto.

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