Sicurezza dei lavoratori per il Covid 19: alta adesione allo sciopero alla Sevel

Ampia adesione allo sciopero proclamato oggi dall’USB Abruzzo alla Sevel di Atessa. Secondo i dati forniti dal sindacato, al di qua dei cancelli è rimasto circa l’ 80% dei lavoratori, per la Fiom Cigl, il 63 per cento, 45 per l’azienda. L’astensione dal lavoro – la produzione è ripresa dopo quattro giorni di fermo voluto dall’azienda per procedere alla sanificazione della fabbrica -, è stato indetto per per chiedere alle Istituzioni, al Presidente della Regione, al Prefetto, alle ASL, di decretare la chiusura di tutte quelle attività produttive non di prima necessità, nell’interesse collettivo di tutta la cittadinanza, almeno fino al 28 marzo in modo da garantire una riduzione del rischio da contagio. Oltre alla Sevel, sono interessate altre fabbriche dell’indotto. Il pericolo maggiore per i sindacati non viene solo per il contatto in fabbrica degli operai ma anche nel corso dei loro spostamenti da casa verso le fabbriche a bordo di bus e a pochissimi centrimetri di distanza l’uno dall’altro.Un atteggiamento irresponsabile. L’USB sottolinea anche la situazione degli oltre 500 ragazzi interinali che per via della loro precarietà contrattuale sono stati costretti a recarsi a lavoro.

In merito alla delicata situazione dei dipendenti Sevel ha preso posizione il Consiglio comunale di Lanciano. “In queste ore e negli ultimi giorni riceviamo ripetuti e accorati appelli da parte di tanti lavoratori e tante famiglie preoccupate per la ripresa della produzione in Sevel, decisa ieri pomeriggio. Il Consiglio Comunale di Lanciano, venerdì 13 marzo, all’unanimità dei presenti ha votato un ordine del giorno urgente per la chiusura immediata delle fabbriche laddove non fosse possibile assicurare piene condizioni di sicurezza – sottolineano il Sindaco, Mario Pupillo, e Leo Marongiu, Presidente dell’Assemblea civica -. E’ dunque necessario, ora, in questa fase decisiva per il contenimento del contagio da covid-19, che Regione Abruzzo e Governo dispongano l’immediata chiusura delle fabbriche metalmeccaniche della Val di Sangro non di prima necessità, ossia con produzione non immediatamente utile alla produzione di beni per fronteggiare l’emergenza del coronavirus. Ci uniamo all’appello di tanti amministratori locali e delle migliaia di lavoratori, che come tutti i cittadini in questo momento mettono al primo posto la tutela della salute pubblica e sono al fianco degli operatori sanitari che affrontano negli ospedali un’emergenza senza precedenti”.

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