Coronavirus, Ortona nuova “zona rossa”. Castiglione scrive a Marsilio.

Leo Castiglione è sempre più preoccupato per l’evolversi della situazione nel suo Comune. Il primo cittadino ortonese ha scritto al presidente della Regione Abruzzo Marsilio per chiedere l’istituzione di misure ancora più stringenti per la mobilità e, dato l’elevato numero di persone in quarantena, al momento circa 100, di dichiarare Ortona “zona rossa”. Castiglione ha dichiarato: “a Ortona la situazione è molto seria, ho scritto al Presidente della Regione Marsilio per chiedere l’adozione di ulteriori provvedimenti restrittivi per la mobilità e la possibile classificazione di Ortona a zona rossa.”

CASTIGLIONE, ESPRIME ANCORA CONTRARIETA’ E DELUSIONE VERSO LA ASL

In merito alla decisione della Asl per la nuova mappa degli ospedali della provincia e la retromarcia sulla scelta di Ortona come COVID-19 hospital, Castiglione esprime ancora contrarietà e delusione: “in queste ore molti stanno cercando di strumentalizzare volutamente le mie parole e il mio comunicato sul nostro Presidio Ospedaliero, ma questo io non lo posso permettere. Non c’è nessun rifiuto dei malati Covid-19 a Ortona, anche perché la nostra città convive purtroppo con questa emergenza ormai da quasi due settimane con ben 15 casi, e neanche una mancanza di solidarietà. Qui ci sono dei motivi oggettivi che mi hanno spiegato proprio i medici dell’Ospedale, di carattere medico e tecnico, che porterebbero praticamente alla paralisi del Centro Eusoma di Senologia ma anche degli altri reparti oncologici e la cosa più grave è che queste motivazioni mi sono state illustrate anche dalla direzione della Asl due giorni fa. Allora io mi chiedo cosa sia cambiato? Nulla credo… se non una lotta politica e di potere in cui non si guarda al bene dei pazienti, sia di quelli oncologici che di quelli affetti da Covid-19, ma solo a chi ha più rappresentanti nei posti che contano. Tutto è cambiato dopo che un mio illustre collega ha sbattuto i pugni sul tavolo, allora è questo il metodo? Qui l’unica cosa che deve essere chiara è che a noi interessa la tutela dei malati, di tutti i malati, e tutti hanno il diritto di essere curati avendo però a disposizione gli strumenti necessari”.

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