Coronavirus: Abruzzo, dati aggiornati al 20 marzo

M5S: bene chiusura delle aziende della Val di Sangro

In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 450 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Rispetto a ieri si registra un aumento di 65 nuovi casi.

190 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (20 in provincia dell’Aquila, 35 in provincia di Chieti, 122 in provincia di Pescara e 13 in provincia di Teramo), 48 in terapia intensiva (4 in provincia dell’Aquila, 10 in provincia di Chieti, 23 in provincia di Pescara e 11 in provincia di Teramo), mentre gli altri 192 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (5 in provincia dell’Aquila, 27 in provincia di Chieti, 108 in provincia di Pescara e 52 in provincia di Teramo).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 17 pazienti deceduti: 2 uomini di Crecchio, un uomo e una donna di Ortona, un uomo e una donna di Pianella, una donna di Casoli, una donna di Paglieta, tre uomini di Castiglione Messer Raimondo, un uomo di Chieti, un uomo di Collecorvino, una donna di Montesilvano, un uomo di Pescara, un uomo di Città Sant’Angelo e una donna di Guglionesi, in Molise (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone già affette da patologie pregresse); 8 pazienti clinicamente guariti (che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici); 2 guariti (che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi). Il totale potrebbe essere differente, in quanto alcuni dei pazienti clinicamente guariti sono ancora in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 2695 test, di cui 1606 sono risultati negativi.

La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.

Dei casi positivi, 30 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 80 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 259 alla Asl di Pescara e 81 alla Asl di Teramo.

Va precisato che il numero elevato di casi registrati a Pescara è anche legato al fatto che al Santo Spirito accedono pazienti provenienti anche da altre aree della regione.

Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

M5S, BENE LA CHIUSURA DELLA FABBRICHE DELLA VAL DI SANGRO

Smargiassi, Taglieri e Marcozzi

In questo momento così particolare per la nostra Regione e per il nostro Paese, la tutela dei lavoratori dei poli industriali rappresenta un punto nevralgico da tenere sotto controllo. Bene la volontà di grandi industrie come Sevel e Honda di voler chiudere per un periodo di tempo, ma è oggi più importante che mai tenere alta l’attenzione anche sulle altre aziende dell’indotto, ascoltando le istanze dei lavoratori.

Inoltre, il periodo di fermo delle aziende, deve essere utilizzato per pianificare iniziative affinché, nell’area di Val di Sangro, le persone che torneranno al lavoro possano farlo in sicurezza e, una volta sul posto di lavoro, svolgano la loro attività secondo le indicazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La pandemia non si risolverà in 10 giorni e dobbiamo essere pronti a contrastare la possibilità di contagio nelle piccole e grandi aziende d’Abruzzo. 

È questa la sintesi di una lettera aperta dei i consiglieri regionali Francesco Taglieri e Pietro Smargiassi e il capogruppo del M5S Sara Marcozzi al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

Il bacino industriale polarizzato da Sevel e Honda –  spiegano – raccoglie un indotto di quasi 15mila lavoratori dislocati tra le grandi e le piccole aziende dell’intero polo industriale abruzzese. Ogni giorno si recano in Val di Sangro dipendenti da tutto l’Abruzzo e dal Molise, con mezzi propri o su autobus dove la fatidica distanza di sicurezza di “un metro”, richiamata in tutti i decreti e circolari che riguardano questa emergenza, non può essere mantenuta.

La chiusura annunciata per alcune aziende importanti come Honda e Sevel che si attuerà a breve è un primo passo fondamentale, ma in visione delle prossime settimane riteniamo che questa chiusura debba essere l’inizio di un nuovo modo di concepire la vita dei lavoratori all’interno dell’azienda e nel percorso che fanno per raggiungerla. Stiamo parlando di migliaia di cittadini, che se non messi in condizioni di sicurezza potrebbero rappresentare un alto motivo di contagio qualora il virus si diffondesse negli ambienti di lavoro e poi riportato nei vari territori di provenienza.

Basti pensare che già il viaggio per andare e tornare da lavoro può rappresentare un’elevata criticità – sottolineano i 5 stelle – per questo chiediamo espressamente al Presidente di intervenire sull’Azienda unica trasporti regionale (TUA)  per conoscere quali misure siano state prese, o si intendano prendere, per garantire un trasporto sicuro a chi ha la necessità di recarsi a lavoro usufruendo dei mezzi pubblici. In particolare si chiede se le vetture vengano sanificate, ogni quanto tempo e con quali metodi e come vengono garantite le distanze interpersonali di “un metro” quando è noto che, a seguito dell’eliminazione delle corse per i servizi scolastici, i pullman sono pochi e si rischia il sovraffollamento.

Quella dei lavoratori della Val di Sangro è una situazione che potrebbe diventare ingestibile – affermano ancora Marcozzi, Taglieri e Smargiassi – per questo motivo riteniamo di dover collaborare al massimo delle nostre forze per evitare che ci sia una sovraesposizione dei lavoratori dopo la riapertura delle grandi aziende e in quelle che, ancora oggi, rimangono aperte. Non possiamo permetterci di sviluppare un focolaio di COVID-19 nella principale area industriale della regione. Riteniamo doveroso attivare tutti gli strumenti che Regione Abruzzo ha a disposizione, principalmente la ASL e gli ispettorati territoriali del lavoro, per verificare che la prosecuzione e la ripresa delle attività produttive, avvenga solo in presenza di condizioni che assicurino i giusti livelli di protezione per tutti i dipendenti: precauzioni igieniche collettive, come la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago; la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di attrezzature individuali come tastiere, terminali touch screen, mouse e strumenti di misura, con adeguati detergenti, sia negli uffici, che nei reparti produttivi. Devono essere messi a disposizione guanti monouso e dispenser con disinfettante per ridurre il rischio di contaminazione. È fondamentale che le misure igienico sanitarie siano applicate in tutte le aziende, tanto più rigorosamente quanto più sono ‘grandi’, perché il rischio è esponenzialmente maggiore. Si approfitti di questa eventuale chiusura, quindi, per sanificare ogni ambiente e si dispongano i dispositivi come previsto dalla normativa in vista della riapertura. Stiamo ricevendo tutti, senza distinzione di colore politico, continui appelli da parte dei lavoratori. Come forza di opposizione siamo a lavoro per garantire che la voce di tutti gli abruzzesi sia portata al presidente di Regione a cui in questo momento offriamo tutto il supporto per contrastare la difficile situazione in cui si trova l’Abruzzo e l’Italia tutta – concludono.

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