Criticità da contagio al Renzetti di Lanciano, forze politiche chiedono chiarezza e DPI

Dopo le iniziative del vice presidente della Commissione regionale Sanità, Francesco Taglieri (M5S), oggi altri due esponenti politici frentani sono intervenuti per chiedere a gran voce al Presidente Marco Marsilio e all’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, di dotare gli operatori dell’ospdale Renzetti per tutelarli a dovere.

Il Capogruppo di Lanciano in Comune, Lorenzo Galati, in una nota, afferma: “Raccolgo l’appello dei colleghi sul territorio e degli operatori del Renzetti e, come medico e amministratore del comune di Lanciano, ritengo indifferibile l’invio all’ Ospedale dei Dispositivi di Protezione Personale, a maggior ragione per confermare la missione “No Covid” del P.O. che quindi deve garantire massima sicurezza ai pazienti che utilizzano la struttura per altre patologie. Necessario dotare anche i Medici di Medicina Generale di questi strumenti di prevenzione, visto che rappresentano il fronte sanitario sul territorio. Una buona e tardiva notizia: dopo numerose richieste anche di esponenti dell’amministrazione comunale di Lanciano, finalmente la Asl ha sbloccato il lavoro in remoto per impiegati e funzionari, ora è necessario mettere in sicurezza il personale che sta combattendo questa guerra ed in questo senso c’è bisogno di una voce più presente e forte anche del Presidente della Regione Marsilio”.

Giacinto Verna, dal canto suo, come vice sindaco della città, chiede chiarezza al direttore generale della Asl Schael e alla Regione sulla gestione dei casi di contagio del Renzetti. “Dopo settimane dal primo caso positivo di una paziente di Ortopedia, il 9 marzo scorso, arrivano segnalazioni che mancano ancora dispositivi di protezione per il personale medico ed infermieristico del presidio. E nel frattempo, ad oggi, si conterebbero 5 medici e 13 infermieri e operatori sociosanitari positivi (come appreso da articoli di stampa) tra i reparti di Ortopedia e Medicina. E’ forte il dubbio che qualcosa sia stato sottovalutato nella gestione di quel primo caso, che di fatto ha portato alla presenza di un focolaio nel reparto di Ortopedia, con 9 pazienti su 13 risultati positivi, di cui due donne anziane successivamente decedute.Perché la sanificazione del reparto non è stata fatta immediatamente? Perché non sono stati sottoposti subito a tampone medici e infermieri asintomatici? Lo chiedo anche alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni, che è stato anche oggetto di un esposto da parte di un consigliere regionale: un paziente dell’Utic, transitato per il reparto di Medicina, risultato positivo al Covid-19 e deceduto martedì. Che cosa si sta facendo per evitare che si ripeta la situazione già verificata negli altri due reparti? Si sta procedendo a fare i tamponi al personale, alla sanificazione con chiusura del reparto? Si sta facendo di tutto per mettere in sicurezza l’ospedale e per garantire la salute del personale e dei pazienti? Non è tempo, per Asl e Regione, di centellinare le risorse ma di ragionare in termini di salute pubblica: occorre investire per tutelare medici e operatori sanitari, per garantire cure sicure ai pazienti che entrano in ospedale e per rispettare tutte le norme e le prescrizioni, soprattutto alla luce del fatto che il Renzetti è stato individuato come ospedale “Covid-free”. Un’ultima considerazione. La Asl Lanciano-Vasto-Chieti continua a non avere un direttore sanitario aziendale, figura di guida e supervisione della struttura sanitaria, che mai come in questo momento di emergenza sarebbe risultata fondamentale”.

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