Febbo smentisce Pettinari (M5S): “Nessun nuovo centro commerciale in Abruzzo”

Riutilizzo degli stabili dei centri commerciali chiusi e strategia per tutelare i lavoratori della grande istribuzione che rischiano d’essere licenziati. Sono in sostanza queste le modifiche apportate al Testo Unico al Commercio e “non certo nuove aperture di centri commerciali che, tra l’altro, devono ancora approdare in Consiglio regionale come tutte le nuove norme”. Ad affermarlo è l’assessore regionale alle Attività Produttive Mauro Febbo, che spiega come nel nuovo Testo viene affermato proprio il contrario di quanto affermato dal consigliere Domenico Pettinari (M5S), che ieri aveva parlato di una ‘sveltina’ presa in un momento in cui tutti sono concentrati nell’emergenza coronavirus. “Le modifiche – continua Febbo – si sono rese necessarie per gestire le conseguenze occupazionali derivanti dalla contrazione della media e grande distribuzione. Basta ricordare le vertenze prima di Mercanone Uno ed adesso quella di Auchan dove preoccupano la sorte di ben 420 dipendenti distribuiti tra le province di Pescara, Chieti e Teramo. Nello specifico – rimarca FEbbo – contrariamente a quanto si afferma o si vuol far credere, le nuove norme si limitano a concedere solo la possibilità a chi rileva un centro commerciale in dismissione, unitamente al ramo d’azienda occupazionale, di operare in condizione di legittimità. Infatti nell’articolato troviamo la parola riutilizzo degli stabili dei centri commerciali chiusi. Questo significa tutelare i lavoratori. Inoltre è arcinota la mia attenzione per la tutela dei piccoli commercianti e sopratutto la mia contrarietà all’apertura di altri nuovi centri commerciali. Tuttavia – rimarca Febbo – in un momento di grave crisi economica corre l’obbligo prevedere forme di tutela per chi è occupato nella grande distribuzione e rischia di perdere posto senza sbocco lavorativo. Tengo a precisare che la vera strategia sarà evidente nel momento in cui presentiamo il nuovo piano del commercio in cui non ci saranno scappatoie o possibilità di desertificare il piccolo commercio. Ho ereditato una regione con la più elevata superficie di centri commerciali d’Italia. Devo tutelare i loro lavoratori, ma al contempo sviluppare il piccolo commercio in cui ho sempre creduto. Pertanto – conclude Febbo – invito di leggere bene le modifiche presentate prima di lanciare ipotesi senza senza senso e alcun fondamento normativo. infine chi conosce la mia vita politica, familiare e lavorativa ben conosce la mia posizione e la mia netta contrarietà alla grande distribuzione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *