La Fater di Pescara produrrà 250mila mascherine a settimana. La Regione trova soluzione interna per superare la crisi

250mila mascherine chirurgiche a settimana saranno prodotte dalla Fater di Pescara. La Regione Abruzzo ha cercato e trovato una soluzione interna per risolvere la fornitura di questo tipo di protezione, richiestissima soprattutto nelle strutture ospedaliere abruzzesi. La Fater, una delle principali aziende italiane specializzata nei prodotti assorbenti per la persona e nel mercato europeo delle candeggine, ha infatti dato la sua disponibilità a produrre mascherine. I primi prototipi hanno già superato i test e quindi si potrà procedere alla loro realizzazione. Ne saranno prodotte 250mila a settimana e saranno consegnate alla Protezione Civile Abruzzo, che procederà alla distribuzione, partendo appunto dagli ospedali.

“La notizia ci riempie d’orgoglio. Un risultato importante che dà il via alla realizzazione di un progetto che, sin dal primo momento, ho voluto sostenere attraverso i contatti con il commissario Arcuri e le personali sollecitazioni al mondo produttivo affinché si giungesse a una conclusione positiva. È importante la decisione del management Fater di dedicare in via esclusiva l’intera produzione, che comincerà con l’inizio della prossima settimana, a servizio della Protezione civile nazionale. Ringrazio la Fater per aver raccolto lo stimolo a riconvertire l’industria ed entrare in campo tra le forze migliori d’Italia e sostenere questa battaglia. Siamo orgogliosi del fatto che l’Abruzzo potrà dare con le sue aziende più qualificate un contributo importante non solo per l’Abruzzo ma per l’intera nazione al fine di mettere nelle condizioni più adeguate il personale sanitario per fronteggiare questa emergenza”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dopo l’annuncio della Fater di riconvertire parte della produzione. La Regione aveva cercato di far fronte alla domanda di mascherine, rivolgendosi in Russia. Un aereo sarebbe dovuto partire per raggiungere Malpensa e consegnarne un milione. Era stato predisposto persino un servizio scorta a una società di vigilanza abruzzese ma la spedizione, misteriosamente, si è bloccata e l’aereo non ha mai lasciato la Russia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *