Per i cardiopatici attivata a Chieti Utic Covid

Appello del direttore generale Thomas Schael, alla sensibilità di proprietari di strutture alberghiere e residenziali che volessero mettere alcune stanze a disposizione gratuita del personale destinato all’assistenza ai pazienti Covid.

La Cardiologia Utic dell’Ospedale di Chieti ha attivato un’Unità coronarica Covid, con sei posti letto riservati alla gestione dei pazienti con cardiopatie acute che risultino sospetti o positivi al test per Coronavirus. 

Sono pazienti con infarto, artimie gravi, scompensi acuti – spiega il direttore dell’unità operativa, Marcello Caputo -. Pur dovendo essere gestiti come pazienti Covid, sono comunque di competenza cardiologica e, non avendo necessità di assistenza respiratoria, è bene che non vadano a gravare sul lavoro dei nostri colleghi della Pneumologia e della Rianimazione”. 

L’Utic dedicata ai pazienti Covid è stata realizzata secondo criteri di sicurezza che mettono al riparo tutti gli altri pazienti da possibili rischi di contagio. Si tratta di un’area separata e distinta da tutto il resto, che garantisce a tutti i ricoverati assistenza adeguata, qualunque sia la patologia. Una rassicurazione necessaria per i cardiopatici, che non dovranno sentirsi esposti al rischio di infezione in caso di ricovero.

IL DIRETTORE DELLA ASL LANCIANO-VASTO-CHIETI, CHIEDE ALLOGGI PER PERSONALE DESTINATO ALL’ASSISTENZA AI PAZIENTI COVID

Ed è proprio per una nuova necessità emersa in queste ore che chiedo un diverso slancio di generosità, a una categoria particolare, quella degli albergatori. Gli operatori, sia medici sia infermieri, destinati agli ospedali Covid di Chieti e Atessa,  accettano l’incarico con grande senso del dovere e della professione, manifestando, al tempo stesso preoccupazioni per le famiglie. Il desiderio, quindi, sarebbe di autoisolarsi e trovare una sistemazione diversa evitando di rientrare a fine turno nel proprio domicilio, così da preservare i propri congiunti da possibili rischi di contrarre il virus. Una richiesta comprensibile, che la Asl non è in condizione di poter soddisfare, a malincuore, e senza margine alcuno per trovare soluzioni possibili, visto che non può farsi carico dell’onere di una sistemazione alberghiera, così come, parimenti, non possono farlo i diretti interessati per le stesse ragioni di ordine economico. Nasce, quindi, da questa esigenza dei nostri operatori l’appello alla sensibilità di proprietari di strutture alberghiere e residenziali che volessero mettere alcune stanze a disposizione gratuita del personale destinato all’assistenza ai pazienti Covid. Sarebbe, anche questo, un gesto di solidarietà concreto, come i tanti che riceviamo finalizzati a sostenere i nostri ospedali. Se qualcuno di buona volontà si farà avanti, anche per il tramite di Federalberghi, per offrire ospitalità al nostro personale a fine turno, compirà una buona azione, non per i singoli operatori ma per il bene collettivo. Per contatti: direzione.generale@asl2abruzzo.it 

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