La Edison dovrà bonificare le discariche di Bussi

Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato che conferma la bontà dell’operato della Polizia Provinciale di Pescara che aveva individuato in Edison la responsabile delle attività di messa in sicurezza e bonifica per le discariche 2A 2 2B”.

Lo dichiara Augusto De Sanctis del Forum H2O.

“Da anni, prima con lettere inviate a tutti gli enti e poi con dichiarazioni messe a verbale ad ogni conferenza dei servizi al ministero, avevamo evidenziato la necessità di procedere dal punto di vista amministrativo, affiancando il procedimento penale che purtroppo ha scontato l’esistenza di termini di prescrizioni troppo brevi, attuando quanto peraltro previsto dal testo Unico dell’Ambiente. Chiedevamo, cioè, l’emanazione dell’ordinanza da parte della provincia per l’individuazione del responsabile della contaminazione e della doverosa bonifica in ossequio al principio comunitario “chi inquina paga. Dopo tanto insistere e dopo una lettera di sollecito dell’allora direttore del Ministero Laura D’Aprile, la Provincia, che nel frattempo ha avviato un dialogo costante con tutti gli altri enti e con le associazioni, ha finalmente emanato l’ordinanza poi appellata davanti al TAR da Edison. Questa sentenza è importante anche per il futuro dell’area industriale, l’area più problematica e più vasta, per la quale la Provincia ha recentemente emanato un’altra ordinanza individuando sempre in Edison il responsabile per le attività di bonifica. Ora il Ministero deve procedere celermente nell’avvio di tutte le attività tecniche. Ovviamente saremo intransigenti: pretendiamo l’allontanamento dei rifiuti dall’area, come d’altro lato prevedeva il progetto dell’allora Commissario Goio. Questo è fondamentale, non devono esserci soluzioni parziali”.

La sentenza chiarisce definitivamente dubbi e controversie fra Edison e la decisione della Provincia, che aveva individuato proprio nella multinazionale il soggetto inquinatore delle aree e dunque anche il soggetto che si sarebbe dovuto far carico del ripristino dello stato naturale dei luoghi. 

Come ho avuto già modo di dichiarare alla Commissione d’Inchiesta sul “Sito di interesse Nazionale di Bussi sul Tirino – Tutela della salute dei cittadini, bonifica e reindustrializzazione” a Palazzo dell’Emiciclo a L’Aquila lo scorso gennaio, non ho mai avuto dubbi sulla determinazione con cui agire in questa causa ambientale così importante né sulle responsabilità di Edison e sin dal mio insediamento in Provincia, ho seguito con particolare impegno ed attenzione le vicende dei siti inquinati di Bussi e Piano d’Orta. Ne è testimonianza il fatto che la mia prima visita ufficiale da Presidente fu fatta, pochi giorni dopo l’elezione, proprio sul sito di Bussi, perché volevo capire personalmente e direttamente qual era lo stato di criticità ambientale dell’area.

La pronuncia del Consiglio di Stato va a certificare l’ottimo lavoro condotto dalla Provincia durante la mia Presidenza – afferma l’ex Presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco -. Grazie alla consulenza legale strategica dell’avvocato Matteo Di Tonno, esperto di diritto dell’ambiente, alle responsabilità assunte con la firma dell’ordinanza da parte dell’avvocato Carlo Pirozzolo, già segretario generale della Provincia di Pescara con specifica funzione per quanto riguardava l’ambiente, alle indagini condotte dalla Polizia Provinciale guidata dal comandante Giulio Honorati, che hanno portato all’individuazione di Edison quale soggetto inquinatore. Questa sentenza sarà fondamentale anche per le sorti del sito ex Montecatini di Piano d’Orta, perché anche questo sito è stato oggetto di una specifica ordinanza della Provincia di Pescara”.

“Questo pronunciamento era nell’aria dall’inizio di marzo, quando la sentenza era stata presa in carico dal collegio giurisdizionale, oggi sappiamo con certezza che il Consiglio attribuisce a Edison la responsabilità di agire ed è una notizia importante per il futuro delle discariche e del territorio – sottolinea il consigliere regionale PD, Antonio Blasioli -. La sentenza lo dice a chiare lettere e finalmente scioglie dubbi e controversie fra Edison e la decisione della Provincia che aveva individuato proprio nella multinazionale il soggetto inquinatore delle aree e dunque anche quello che avrebbe dovuto accollarsi il ripristino dello stato naturale dei luoghi”.

“Adesso che non esistono più incertezze, non c’è più nessun motivo per aspettare. Chi ha sbagliato deve pagare fino in fondo, a cominciare dall’urgenza di dare il via alle bonifiche il più in fretta possibile – afferma il capogruppo M5S in Regione Abruzzo, Sara Marcozzi –. I cittadini di Bussi e dell’intera Val Pescara aspettano giustizia. Hanno già pagato un prezzo troppo alto in questi anni, e il ripristino dello stato naturale dell’ambiente, adesso che sappiamo con chiarezza chi ha la responsabilità dei lavori, non ha più motivo di essere ulteriormente rimandato per rimpalli di responsabilità”.

“Le responsabilità sono state finalmente accertate, Edison ha purtroppo inquinato quelle zone, ed Edison deve provvedere a bonificarle, pulirle, ripristinarle com erano precedentemente – ha dichiarato Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera -. Una sentenza attesa da tanti abruzzesi, che ci auguriamo possa servire da esempio per tutti coloro che non rispettano il territorio e la natura. Dobbiamo avere cura di queste nostre terre, il miglioramento e la salvezza della Terra passano anche da queste battaglie”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *