La politica abruzzesi ricorda la figura di Gaetano Novello

Il lungo percorso dell’ex presidente del Consiglio regionale abruzzese ed ex sindaco di Pescara, Gaetano Novello, spentosi ieri, è carico di tutto l’impegno che da democristiano doc ha saputo dedicare al servizio dell’Abruzzo”.

E’ il ricordo del Segretario Regionale dell’UDC, Enrico Di Giuseppantonio, che aggiunge: “Di lui bisogna ricordare anche lo spessore umano, oltre che politico e culturale, di innegabile valore. Grazie alla sua preparazione e dedizione al lavoro per il bene comune, Gaetano, persona perbene ed onesta, si è sempre battuto per la legalità, nella ferma convinzione che la politica debba essere intesa come servizio alla comunità e non come trampolino di lancio per realizzare interessi personali. Faceva parte di quei politici che hanno lavorato per far crescere la nostra regione e che sono stati ispiratori di quanti, come me, sono cresciuti nella Democrazia Cristiana”.

Per il presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, Novello “ha ricoperto un ruolo di primissimo piano nella storia politica della nostra regione e per questo suo considerevole contributo deve essere ricordato dalle presenti e dalle future generazioni di amministratori abruzzesi”.

La figura di Novello, che fu sindaco di Pescara per 8 anni, è stata riordata anche dal primo cittadino Carlo Masci ricorda “Un gentiluomo d’altri tempi, una persona seria, onesta, pulita, uno di quei giganti della politica che ha contribuito alla rinascita della nostra città dopo le distruzioni della guerra, che ha posto le basi affinché Pescara diventasse la realtà più dinamica, effervescente e fiorente d’Abruzzo. A lui va il ringraziamento di tutti i pescaresi e di quanti sono innamorati della nostra città, perché certamente lui può essere annoverato tra i protagonisti di una generazione di amministratori pubblici che ha fatto grande Pescara”.

Un politico democristiano di grande levatura culturale, un amministratore onesto e capace, un cattolico democratico di grande sensibilità sociale – lo defenisce l’ex parlamentare e consigliere regionale Gianni Melilla -. Era di una generazione precedente alla mia, quella che ha innovato e fortificata l’economia abruzzese, puntando su un intenso sviluppo industriale, e dando contemporaneamente massima attenzione alla qualificazione del suo sistema di welfare sociale. La sua apertura al cambiamento lo ha portato a dialogare proficuamente anche con chi esprimeva , come me, una cultura politica di sinistra. Mi ha dato tanti buoni consigli. Per lui ho un grande sentimento di gratitudine e di rispetto, sono molto vicino al dolore dei suoi familiari. L’Abruzzo ha perso uno dei suoi figli migliori».

Anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista ed ex consigliere comunale e regionale, ha parlato di una persona dall’alto valore morale ed un protagonista della storia di Pescara e dell’Abruzzo.

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