Cig in Deroga. Marcozzi: “Altro che in linea, siamo penultimi in Italia”. Anche i sindacati confermano il ritardo

“La gestione della Cassa Integrazione in Deroga da parte di Regione Abruzzo, finanziata dallo Stato per dare sostegno alle aziende costrette a chiudere per limitare i contagi da Coronavirus, è talmente caotica che neanche la maggioranza Lega-FDI-Forza Italia riesce a darne una valutazione univoca, tra chi si scusa con gli abruzzesi e chi, invece, continua a scaricare responsabilità sul Governo nazionale, fuggendo dalle proprie. Eppure, basterebbe leggere i numeri per capire come la lentezza del centrodestra abbia dilatato inutilmente i tempi per accedere ai fondi, tanto che l’Abruzzo è in fondo alla classifica delle Regioni d’Italia per numero di pratiche portate a termine per consentire all’Inps di liquidare i lavoratori. Un’inerzia di cui è unicamente responsabile la Giunta Marsilio a guida Lega-FDI”.

Lo afferma il capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi, che continua: “Per questo si fa enorme fatica a comprendere come possa l’assessore Piero Fioretti dichiarare che la nostra regione sarebbe in linea con quanto accade nelle altre zone d’Italia. Non solo, ma la cosa più grave – sottolinea – riguarda le tempistiche e il modo di agire della Giunta Abruzzese. Infatti tra il 14 e il 20 aprile erano state chiuse solamente 3 procedure. Evidentemente, a seguito delle nostre denunce e delle inchieste giornalistiche, gli uffici regionali hanno aumentato i ritmi di lavoro, senza comunque essere in grado di colmare il ritardo ormai guadagnato con le altre Regioni d’Italia. A questo punto, viene da pensare che il rispetto della Giunta Marsilio nei confronti dei lavoratori si attivi solamente quando la loro propaganda lo esige. La situazione – prosegue Marcozzi – è talmente grave, che nemmeno il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri è potuto rimanere in silenzio davanti alla lentezza dei suoi alleati, tanto da chiedere scusa agli abruzzesi. Un atteggiamento ben più responsabile rispetto a quello tenuto da Fioretti che nega l’evidenza dei numeri e che fa emergere, una volta di più, la netta divisione presente nella maggioranza. In un momento in cui avremmo bisogno di assoluta unità e cooperazione, tanto che MoVimento 5 Stelle ha limitato al minimo le polemiche politiche per favorire la più rapida uscita possibile dall’emergenza Coronavirus, l’Abruzzo è guidato da una maggioranza che si spacca anche davanti alla semplice interpretazione dei numeri. Sembra proprio che fare un’analisi onesta e non faziosa, assumendosi le proprie colpe, sia troppo difficile per qualcuno. Ma il pasticcio sulla CIG in Deroga parte da lontano, ed ha inizio col ritardo della Regione nella creazione della piattaforma su cui avanzare le domande, come da noi denunciato settimane fa. Da allora il centrodestra non è più stato in grado di recuperare il tempo perso, mentre il Governo nazionale metteva a disposizione tutte le risorse finanziarie necessarie. A questo punto, invito l’assessore leghista a lavorare a testa bassa e provare, per quanto possibile, a coprire le proprie lacune per liquidare il prima possibile i lavoratori rimasti a casa per il Covid-19. Dopodiché, il presidente Marco Marsiliodovrà assumersi la responsabilità di quanto accaduto e valutare tutti i provvedimenti necessari – conclude la Marcozzi.

A confermare che l’Abruzzo è penultima tra le Regioni italiane sulla gestione della Cassa Integrazione in Deroga, anche i segretari regionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rispettivamente Carmine Ranieri, Leo Malandra, Michele Lombardo, Gianna De Amicis, e delle segreterie del pubblico impiego, che smentiscono le dichiarazioni ufficiali dell’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Piero Fioretti.

Sono 64.175 le domande di cassa integrazione in deroga che 17 regioni italiane hanno “processato” e inviato all’Inps. Di queste 22.936 sono state già autorizzate dall’Istituto di previdenza e 2.038 risultano già pagate a favore di 4.149 beneficiari. Peccato che in Abruzzo le domande esaminate dalla Regione, e inviate all’Inps, sono solo 113 a fronte di 10.300 istanze presentate dalle aziende, che riguardano una platea di circa 27mila lavoratori. A testimoniarlo è l’Inps, attraverso un report che tiene conto della rilevazione riferita alle domande “lavorate” fino a martedì 22 aprile.

Un dato che lascia stupefatti, affermano i responsabili sindacali. Il report dell’Inps tiene conto delle domande presentate in 17 regioni italiane. In testa c’è il Lazio, con 29.684 domande già processate; seguono la Campania (8.999), le Marche (6.362), il Veneto (3.459), l’Emilia Romagna (3.449), la Liguria (2.865), la Toscana (2.565), la Puglia (1.691), la Calabria (1.344), l’Umbria (937), il Piemonte (704), la Basilicata (577), la Lombardia (507), la Valle d’Aosta (453), il Friuli Venezia Giulia (379). L’Abruzzo, con le sue 113 domande “processate” e inviate all’Inps, è penultima in graduatoria, prima del Molise (87)”.

I segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ribadiscono che “a essere chiamati in causa per i ritardi non sono certo i dipendenti della Regione che stanno gestendo le pratiche, ma la mancanza di programmazione da parte dell’assessorato. Dal 23 febbraio la Regione era a conoscenza del fatto che si stava preannunciando l’emergenza lavoro più drammatica degli ultimi decenni, ma l’assessore non si è premurato di organizzare gli uffici per farvi fronte. Si ricorda che il decreto che istituisce la cassa integrazione in deroga per le Regioni risale al 17 marzo 2020. È piuttosto singolare che l’assessore si sia ricordato di potenziare il gruppo di lavoro addetto alla gestione delle pratiche della cassa integrazione in deroga, portandolo a 30 dipendenti, solo il 22 aprile”.

L’assessore Fioretti, in un’altra nota ufficiale, proseguono i rappresentanti sindacali, “ha assicurato che entro fine mese la Regione smaltirà tutte le domande regolari per la cassa integrazione in deroga, ma considerati i numeri attuali ci sembra un obiettivo assai ambizioso da raggiungere. D’altronde l’assessore Fioretti ha pensato di convocare il Cicas (Comitato di intervento per le crisi aziendali), solo due volte, mentre le altre regioni hanno avuto un confronto serrato con le forze sociali. Infine si ricorda che il presidente della Regione, Marco Marsilio ha attivato una cabina di regia che avrebbe dovuto prevedere un rapporto costante tra le parti sociali e i singoli assessori. L’assessore Fioretti”, concludono i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle segreterie del pubblico impiego, “al contrario, non ha mai convocato le parti sociali, e alle sollecitazioni che gli sono state rivolte ha sempre risposto che era tutto in regola e che non c’era nulla di cui preoccuparsi”.

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