Risultati tamponi nella Asl2 lenti, Taglieri e Marcozzi (M5S) portano il caso in Consiglio Regionale

“La disorganizzazione della Giunta Lega-FDI-FI nella gestione della sanità si è fatta sentire lungo tutto l’Abruzzo, ma ha avuto le peggiori ripercussioni nel territorio della Asl 02, soprattutto nella pessima gestione dei tamponi, che hanno avuto tempi medi di risposta tra i 15 e 20 giorni. Ciò che è emerso recentemente, con l’utilizzo da parte dell’Azienda Ospedaliera in questione di codici identificativi dei tamponi diversi rispetto a quelli delle altre Asl, evidenzia uno scenario grave, difficilmente conciliabile anche con l’ordinanza firmata dal Presidente di Regione Abruzzo. Per questo, chiediamo che siano lo stesso Marsilio e l’Assessore alla Sanità Verì a presentarsi in Consiglio regionale per spiegare agli abruzzesi, per filo e per segno, cosa sia successo nella provincia di Chieti e perché alcuni cittadini siano stati abbandonati in questa enorme difficoltà, lasciati ad aspettare per settimane prima di conoscere se fossero o meno positivi al Coronavirus”.

Lo afferma il Consigliere regionale M5S e Vice presidente della Commissione Sanità Francesco Taglieri che, con il Capogruppo Sara Marcozzi, presenta un’interpellanza al riguardo.
“Con l’Ordinanza n.39 – spiega Taglieri – il Presidente Marsilio ha dato mandato alle strutture preposte all’effettuazione del prelievo di campioni, sia in ambito ospedaliero che territoriale, di utilizzare la App di Tracciatura Tamponi della Regione Abruzzo predisposta dal Servizio Informatico Regionale. Tale sistema avrebbe creato un codice identificativo ad hoc, unico a livello regionale, in modo da inserire i risultati sulla App contestualmente alla refertazione. Una soluzione che avrebbe dovuto garantire velocità sia nei risultati che nel rintracciare la persona a cui è stato fatto il test per comunicargli i corretti comportamenti del caso. Eppure già dai primi giorni di aprile emergono, come riportato dagli organi stampa, le prime gravi carenze e soprattutto nel territorio di competenza della Asl Lanciano-Vasto-Chieti si registrano ritardi considerevoli. E mentre il DG Thomas Schael cercava giustificazioni, parlando di ingorghi e di un numero eccessivo di tamponi, le rivelazioni lette sulla stampa e riferite all’Assessore Verì indicavano uno scenario grave: cioè che i codici identificativi dei tamponi erano diversi rispetto a quelli delle altre Asl”.
“Ciò che, allo stato attuale, risulta difficilmente comprensibile – prosegue – è la scelta, in contraddizione con quanto previsto dal Governo regionale, della Asl Lanciano-Vasto-Chieti di utilizzare come App per contattare telefonicamente i pazienti, e avere un riscontro sulle loro condizioni di salute, la “sm@rtAlert” della società I-Tel di Roma. Si tratta di uno strumento citato sul blog di Massimo Mangia, che già in passato ha avuto collaborazioni con Schael. Tuttavia sull’albo pretorio corrente e storico della stessa Asl, non risultano presenti delibere riferite o riferibili a questo software, alla I-Tel o a Massimo Mangia. È presente solamente un avvisto, in data 11 marzo, della UOC Acquisizione Beni e Servizi, per la fornitura di sistema di recall per sorveglianza sanitaria attiva di pazienti positivi al Coronavirus, in affidamento diretto alla INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI I-TEL S.r.l. per euro 25.000,00 al netto dell’IVA. Rimane il fatto che si sia creata una situazione di promiscuità tra due sistemi diversi che ha generato inutile confusione, tale da essere potenziale concausa dei ritardi registrati e fatti pagare sulla pelle degli abruzzesi”.

Appare evidente – conclude – come la situazione abbia un urgente bisogno di chiarezza. A partire dall’utilizzo di un software diverso rispetto a quanto riportato nell’Ordinanza n.39, che prevedeva il medesimo sistema per tracciatura dei tamponi e comunicazione dei risultati su tutto il territorio regionale. Vogliamo poi trasparenza sull’acquisizione di “sm@rtAlert” e, soprattutto, se Schael e l’Assessore Verì abbiano ancora intenzione di andare avanti con questo sistema che i ritardi certificano già come fallimentare. Con il Coronavirus dovremo convivere ancora per i prossimi mesi e non è accettabile che certe problematiche proseguano”.

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