Omicidio dell’ex carabinieri Antonio Cianfrone: fermati moglie e marito

Le indagini sulla morte avvenuta il 3 giugno scorso dell’ex sottoufficiale dei carabinieri, Antonio Cianfrone, originario di Mozzagrogna, hanno fatto registrare oggi una svolta. Nel pomeriggio, gli uomini del nucleo investigativo del Comando provinciale dell’Arma di Ascoli Piceno hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria una coppia, che risiede a Spinetoli. Si tratta di moglie e marito, originaria di Taranto, ma da tempo residente nel comune marchigiano. I due sono fortemente sospettati d’essere gli autori dell’assassinio di Cianfrone, ucciso con tre colpi di pistola, la mattina del 3 giugno scorso, nel tratto di pista ciclopedonale, Lungo Tronto, tra Pagliare a Monteprandone, in località Spinetoli. La coppia di coniugi era stata già trattenuta e poi rilasciata venerdì scorso. Dalle indagini pare che avessero dei conti in sospeso con la vittima. I due sarebbero stati riconosciuti in base a un fotogramma ripreso dalle immagini di videosorveglianza della zona. Venerdì scorso era stato prelevato anche il figlio ma per ora non rientra nelle indagini.

Gli inquirenti ora cercano di capire il movente dell’omicidio e per questo stanno ancora scavando nella vita privata e lavorativa dell’ex carabiniere, da tempo separato. Cianfrone la mattina del 3 giugno, tra le 8:30 e le 9, percorreva a piedi la pista ciclopedonale. E’ stato avvicinato da un uomo sceso da una moto, guidata da un complice. Contro di lui sono stati sparati tre colpi con una pistola di piccolo calibro, andati tutti a segno. L’ex carabiniere, che era stato sospeso dall’Arma perché coinvolto in un’inchiesta per concussione, ferito gravemente, è morto diversi minuti dopo l’agguato. Era ancora vivo all’arrivo dei soccorsi, che però si sono rivelati inutili.

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