Il Ministro dell’Ambiente conferma i 47 milioni dedicati al SIN di Bussi

I 47 milioni di euro dedicati al SIN di Bussi non si muoveranno dall’Abruzzo. È una ottima notizia per la nostra regione, che arriva direttamente dalle dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Costa e dal Sottosegretario Morassut, che certificano l’attenzione massima che viene riservata all’Abruzzo dall’intero Governo nazionale. Vengono così ribadite tutte le argomentazioni da me anticipate nelle scorse settimane: “chi inquina paga”, il rigoroso controllo del Ministero sulle bonifiche che dovrà effettuare Edison e la possibilità di impiegare i fondi nella bonifica di altre aree pubbliche inquinate del SIN. Alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, a pagare per la bonifica delle aree 2A e 2B deve essere Edison, sbloccando così risorse che potranno essere investite in altre aree del SIN”.
Ad affermarlo è il 
Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi, che prosegue: “Le critiche mosse nelle scorse settimane da parte di alcune istituzioni locali, con cui si ipotizzava il rischio che questi fondi potessero essere scippati all’Abruzzo alla luce dell’annullamento della gara per le aree 2A e 2B, si sono rivelate totalmente infondate e pretestuose, come avevamo più volte sottolineato. La propaganda e gli attacchi portati avanti quotidianamente contro il Governo nazionale, lasciano adesso spazio alla realtà dei fatti e alle dichiarazioni inequivocabili che confermano la centralità della nostra terra nell’agenda del Ministero”.
“Da adesso, la Giunta Marsilio ha il dovere di assumere un atteggiamento di reale collaborazione istituzionale. Ci sono tutti i presupposti per gettare le basi verso un percorso di bonifica effettivo, che consenta di non dover aspettare altri 12 anni per fare giustizia e restituire alla cittadinanza il possesso della propria terra. Rinnovo, una volta di più, il mio invito al Presidente della Commissione regionale d’inchiesta su Bussi, Antonio Blasioli, a convocare alla prima seduta utile il Sottosegretario Morassut per capire come utilizzare nell’area del SIN questi 47 milioni di euro e pianificare un’agenda per dare tempi certi alla bonifica, redigendo progetti che non mostrino vizi di forma, come già accaduto in passato. Questa è un’occasione che non possiamo permetterci di perdere”.

Non capiamo il trionfalismo sui 47 milioni che restano in Abruzzo, visto che è una legge dello Stato a dirlo dal 2011. Oppure volevano annullare anche quella?”

E’ quanto si legge in una nota della Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, subito intervenuta dopo l’annuncio da parte del Ministero dell’Ambiente

Per caso ad inquinare Bussi, il Tirino e il Pescara è stato lo Stato? – si legge ancora -. Ora i 47 milioni sono per disinquinare le “aree pubbliche“, quindi non ci sono aziende su cui rivalersi applicando il principio “chi inquina paga“? Trionfalismo fuori luogo: è la legge dal 2011 a destinare comunque a Bussi queste somme. Dopo le note del ministero dell’Ambiente siamo costretti, nostro malgrado, ad intervenire di nuovo sulla vicenda di Bussi. Dobbiamo dire che un Ministero “tafazzi” ci mancava. Pur di difendere l’indifendibile annullamento della gara per la bonifica integrale delle discariche 2A e 2B con rimozione dei rifiuti, i vertici del Ministero dell’Ambiente si lanciano in spericolati contorcimenti privi di logica. Insomma, dovremmo godere se martellandoci per una volta manchiamo il bersaglio! Leggiamo infatti esterrefatti che dopo l’annullamento della gara per la bonifica delle discariche 2A e 2B, i 47 milioni di euro rimarrebbero comunque in Abruzzo “per il disinquinamento delle aree pubbliche del sito“. Insomma, considerate le “motivazioni” e la “logica” alla base dell’annullamento della gara, dovremmo arrivare alla conclusione che il Ministero ritiene che le aree “pubbliche” siano state inquinate direttamente dallo Stato e non da privati. Oppure, cosa ancora più grave, si sta ammettendo che non sono rintracciabili gli inquinatori su cui far ricadere l’obbligo derivante dal principio “chi inquina paga”, visto che il Ministero ha sostenuto che per le discariche 2A e 2B lo Stato non può anticipare le spese e poi rivalersi sul privato inadempiente. Sono solo i frutti avvelenati di una scelta incomprensibile a leggere gli atti quando bisognava semplicemente fare i lavori anticipando le somme pubbliche togliendo tutti i rifiuti seguendo un progetto favorevole agli interessi generali e poi rivalersi sul privato. Ora invece siamo nelle mani di Edison”.

Ricara la dose Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, che afferma: “Atti e dichiarazioni del Ministero dell’Ambiente sono sconcertanti. Il Ministro Costa (M5S) e il sottosegretario Morassut (PD) stanno dimostrando una totale mancanza di rispetto verso i cittadini abruzzesi che hanno subito le conseguenze sulla salute e l’ambiente dell’inquinamento chimico. Il Ministero ha annullato con argomenti pretestuosi o infondati – come dimostrato dal Forum H20 – l’aggiudicazione di una gara che prevedeva la bonifica integrale. Il Ministero non dice quanto tempo in più ci metteremo visto che è stata annullata una procedura durata anni per la quale era stato anche nominato un commissario straordinario. E soprattutto non assume l’impegno a rimuovere i rifiuti tossici da Bussi. In compenso le dichiarazioni del Ministero incensano la Edison che essendo condannata a pagare i costi della bonifica è noto che preferisca il tombamento dei rifiuti laddove si trovano perchè l’operazione costa molto meno della bonifica integrale”.

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