Villalago e la Valle del Sagittario come in un set della Walt Disney

di Emidio Maria Di Loreto

Si respira l’aria di una favola etica trasformata in realtà a Villalago, nella Valle del Sagittario (la foto di copertina è di Gabriele Boh Vallera). Siamo stati tra gli osservatori di mamma orsa e dei suoi quattro cuccioli. Dopo numerosi tentativi infruttuosi è venuto il nostro tempo ed abbiamo avuto l’impressione di essere rapiti per riassaporare la stessa emozione che provammo la prima volta alla vista de “ La carica dei 101”, il celebre cartoon di Walt Disney del 1961 di Wolfang Reitherman, Hamilton Luke e Clyde Geronimi. E’ proprio come se improvvisamente, all’apparire della nuova famigliola di selvatici che popolano questo già ricchissimo territorio, fossimo proiettati nella favola non come spettatori ma da comparsa attiva. La particolarità è che sembra che  mamma orsa ne sia consapevole, si concede con parsimonia o con generosità. A volte arriva da est, nell’ampio anfiteatro naturale del costone montuoso alle spalle del paese. Altre da ovest troppo in alto da consentire le riprese solo a chi possiede ottiche adeguate. Capita che si conceda ai più fortunati anche per ore sul crinale a bassa quota…ad un centinaio di metri, sempre seguita dai quattro orsacchiotti in fase di apprendimento. Sembrano rotolare tra lo scomparire nell’erba alta mentre inseguendo la madre vi rotolano realmente per gioco o per incapacità a superare un ostacolo .

Sessione educativa multidisciplinare di mamma orsa Annamaria. Foto Pietro Santucci La betulla trekking ed escursioni

E’ una sensazione più consapevole, questa, ed anche più preziosa rispetto alla vista del cartoon, perché è realtà  che assume i connotati di un deja-vù emotivo che si ricolloca nel tempo in cui si era ragazzini.  A Villalago manca l’alter ego di Pongo; la parte di Peggy è di mamma orsa Annamaria, così chiamata per via della sig.ra Annamaria da Villalago che ospita nella terrazza della sua residenza, un luogo privilegiato per l’avvistamento, chi cerca una esperienza naturalistica tra le più esclusive. I 101 dalmata sono interpretati da 4 cuccioli di orso che comunque, malgrado il numero, ne rappresentano le uguali caratteristiche narrate dal cartoon. Non ci sono, per fortuna, perfidi soggetti alla Crudelia De Mon, mancano pure gli Orazio e Gaspare, sostituiti al contrario da una popolazione del Parco che festeggia l’evento, ne è partecipe, ha consapevolezza di quanto sia prezioso per la natura e per quel territorio, lo protegge e ne fruisce degli effetti condividendo con la schiera di educati naturalisti ed appassionati. Siamo nella Valle del Sagittario, praticamente sui confini del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (PNALM), una zona ad altissima vocazione naturalistica e turistica. Caratterizzata da una strada scavata nella roccia nell’800. Un altro elemento caratterizzante e spettacolare anche se richiede una grande attenzione nella guida. Attraverso essa si percorre un itinerario che non lascia un briciolo di interesse ad altro. Pareti con rocce spioventi sulle quali si intravedono paesini abbarbicati noti anche per la coltivazione di un ricercato fagiolo, il fagiolo di Frattura, unico. E’ luogo delle sorgenti del Sagittario a ridosso del paesino di Anversa degli Abruzzi, riferimento anche per una pastorizia che ha saputo approfittare del web con “ adotta una pecora” ideato dal pastore  Nunzio Marcelli.

E’ terra di laghi di montagna, questa, affascinanti dal punto di vista paesaggistico. Conferiscono al turista un completamento alla vacanza di montagna.

Salendo è il Lago di San Domenico ad incontrarsi per primo, poi  il lago Pio ed il Lago di Scanno notissimo per via della sua forma a cuore. Oltre questi luoghi si è nella parte più intima del Parco, più vicini ai pascoli in quota dove il latte prodotto da una pastorizia attenta consente a Gregorio Rotolo di immettere in commercio prodotti ormai apprezzati da gourmand che li richiedono da ogni dove. Questi sono i luoghi nei quali la natura ha mostrato il proprio gradimento consentendo che si realizzasse un evento rarissimo. Quattro cuccioli rappresentano una unicità per la popolazione di orsi se si considera che è eccezionale già un parto di tre. Questa volta le condizioni di una mamma orsa con compagno in salute, in luoghi vocati che ne preservano la condizione, devono aver giocato un ruolo importante. Segno davvero confortevole per la popolazione di una specie che si spera presto possa essere dichiarata non più in pericolo di estinzione. Altra speranza è  che, proprio con le nuove nascite e grazie alla costituzione non più procrastinabile di corridoi ecologici (2), se ne preservi il numero riducendo le possibilità di incidenti d’auto.

L’orsa Annamaria però è rimasta sul sicuro, non ha cambiato territorio, è probabilmente figlia dell’orsa Gemma e ripropone itinerari ed atteggiamenti già vissuti da cucciola che ora trasferisce ai suoi quattro discendenti. Condivide il territorio con una ragguardevole popolazione di cervi. Questi animali imponenti rappresentano anche svago ed un degno completamento del panorama per gli ospiti della RSA che è qui attiva quasi sulle sponde del lago Pio. Un’oasi ambientale ragguardevole, dove la natura, che è protetta, ricambia proteggendo i suoi ospiti, siano essi umani o animali. Offre al mutare delle stagioni  scenari nuovi con i palchi imponenti dei maschi dal bramito che impressiona in autunno tra le faggete secolari, i cerimoniali ed i combattimenti più esibiti che compiuti. Le nuove nascite in primavera ed estate che si sono generate da quei cerimoniali. Anche questi quattro cuccioli di orso marsicano fanno parte delle scene nelle quali gli abitanti di Villalago  ne sono interpreti non gelosi nella loro intimità naturalista. Sono attenti però, ed intransigenti nel limitare il disturbo a mamma orsa insieme alle forze dell’ordine ed ai guardaparco. Hanno consentito postazioni limitate all’avvistamento impedendo e regolando anche l’accesso pedonale nelle zone attraverso una serie di divieti. Per il resto in questi giorni  si assiste ad un appuntamento nutrito ed educato. Fotografi, guide naturalistiche, appassionati provenienti da altre regioni richiamati dall’evento, ben accolti dalla popolazione, sindaco Fernando in testa e dai vari, Annamaria e Vittorio, Giorgio, Sabrina e Maria Assunta, tutti sempre presenti in attesa dell’arrivo dell’orsa che giorno dopo giorno assume sempre più atteggiamenti da diva facendosi sospirare. Anche ospiti francesi in nutrita presenza, dagli sguardi rapiti anch’essi. Gente, bimbi o anziani, che hanno preso in custodia naturalistica il loro territorio e ne condividono con gli ospiti i pregi. Impossibile non rimanere impressionati da tutta l’accoglienza abruzzese attraverso l’offerta ai “turisti da avvistamento”  di un classico bicchiere di vino. Lu bicchierucc’, la condivisione e la manifestazione del frutto del lavoro di quella terra che ci regala il  Montepulciano D’Abruzzo. Vitigno antico, spigoloso, che rappresenta il carattere genuino forte e gentile non attribuito per caso agli abitanti di questi luoghi. L’offerta del bicchiere di vino e la degustazione in compagnia è ancora una condivisione ed un patto tra gentiluomini di montagna, o provenienti da ogni dove; è la testimonianza di una eticità nei rapporti che l’evento naturale rende nuovo ed attuale quasi a rinnovare  un impegno positivo con la restante società. Gesta che allontanano le manifestazioni poco rispettose che insistono sul nostro prossimo.

cerva a colazione Villalago GIUGNO 2020 Foto Emidio Maria Di Loreto

Oltre il segno sancito dall’offrire, vi è anche la sapienza di chi ha godimento dalla propria generosità. La pizza fritta preparata ed offerta agli ospiti occasionali dalla sig. Annamaria pare sia davvero irrinunciabile. E’ stato così testimoniato da chi ha avuto la fortuna di servirsene. Poi però l’happening termina nei rituali da salotto non appena l’attrice protagonista della storia appare. L’andatura ondeggiante dell’animale, che però all’occorrenza recupera tutta la sua potenza ed agilità relativa,  è il soggetto sul quale puntano decine di ottiche, alcune di gran pregio e costose, utilizzate con abilità dai proprietari ed a volte invece con minore destrezza. Tutte però alla ricerca dell’inquadratura che soddisfi. Ed allora prendono evidenza le scene dei cuccioli sui ciliegi intenti a seguire la madre che ne fa scorpacciate, oppure a recuperare da un formicaio i suoi abitanti per cibarsene dopo aver fatto rotolare una grossa pietra, altre ancora in cui mamma orsa, come si conviene, riprende attraverso l’aiuto di uno scapaccione, di cui fa largo uso, il piccolo che necessitava di insegnamenti facendolo rotolare via, oppure quando rallenta senza darne l’impressione per consentire al ritardatario di riagguantare il gruppetto; un quadro naturalistico animato da eleggere a simbolo ben sintetizzato in uno scatto di Pietro Santucci (3). Una palestra educativa che lascia ipotizzare ai presenti la felice conclusione di uno svezzamento dei cuccioli impegnativo, ma che mamma orsa mostra di saper gestire perché nel pieno della sua vitalità. Il grande set di Villalago può avere tempi lunghi, oppure durata limitata a pochi minuti, l’attività durante la presenza dell’orsa è elevata, rispettosa delle regole ed attenta. Non appena gli attori protagonisti decidono che possa bastare, riprendono le chiacchiere tra i numerosi ospiti e riparte l’attesa per una nuova incursione, come avviene da giorni e come da giorni mamma orsa ed i suoi piccoli ci concedono tra lo sciamare degli avvistatori che li seguono.

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