Turismo: tante aspettative per la ripresa legate al completamento della Costa dei Trabocchi

Lo scenario è cambiato e lo sappiamo tutti. Il Covid ha profondamente inciso sulle nostre scelte e nel giro di qualche mese l’indecisione regna sovrana, soprattutto nel turismo. Molti attualmente sono impossibilitate a viaggiare e, in ogni caso, non hanno certezze circa le modalità e la ripartenza del settore. Attualmente la domanda turistica risulta estremamente condizionata dallo sviluppo della situazione sanitaria. Le prenotazioni sembrano iniziare a ripartire ma sono comunque ancora molto inferiori rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. Ritorna il turismo di prossimità, che rappresenterà sicuramente il mercato sul quale puntare. Lo sanno bene quanti operano lungo la Costa dei Trabocchi, a cominciare dai sindaci dei centri che si affacciano sulla Via Verde, pressati in questo momento perché la pista ciclo pedonale venga completata. Le ultime notizie danno a breve la conclusione dei lavori ma sul tavolo restano ancora tutti quei problemi che sono stati accantonati in passato e che ora ritornano prepotentemente alla ribalta per poter davvero pensare a una ripresa economica rapida ed efficace.

“Come sindaci abbiamo sollecitato la conclusione degli interventi e   abbiamo chiesto alla Provincia di Chieti e alla Regione Abruzzo di decidere chi dovrà gestire la Via Verde, perché ci saranno costi da sostenere. Ritengo sia arrivato il momento di riunirsi intorno a un tavolo per affrontare anche altri problemi come i collegamenti e i parcheggi – afferma il primo cittadino di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio. Altra questione fondamentale per il sindaco di Fossacesia è cosa fare delle ex stazioni ferroviarie -. “Le abbiamo in comodato gratuito, ma il contratto ormai è scaduto – sottolinea Di Giuseppantonio, in passato presidente della Provincia di Chieti – Insieme ai sindaci di San Vito Chietino e di Torino di Sangro (dove sorgono gli ex edifici che una volta erano adibiti a scali ferroviari, ndr) voglio sapere cosa dobbiamo farne”.

Insomma, se questa pista ciclabile di 134 km che attraversa 19 Comuni con una vista sul mare Adriatico che cambia aspetto a metà percorso e consente in più punti di raggiungere più o meno agevolmente anche le località dell’entroterra potrà essere, come tutti sperano, dovrà trasformarsi nel volano del turismo abruzzese, di lavoro ne resta ancora molto da fare per  infrastrutture, servizi e, appunto, collegamenti.

Sono già tante le strutture ricettive e i servizi complementari a disposizione dei cicloturisti, ora facilmente rintracciabili grazie ad “Abruzzo Bike Friendly” (https://abruzzoturismo.it/abruzzo-bike-friendly), rete costituita dal Dipartimento Turismo della Regione Abruzzo per agevolare gli spostamenti di chi ama vivere il territorio in modo sostenibile.

Di Giuseppantonio non è l’unico in queste ore a chiedere la convocazione di un tavolo. La stessa richiesta arriva dal presidente regionale di Cna Turismo,Claudio Di Dionisio chiede di trovare soluzioni alternative per la mobilità “per rilanciare la Costa dei Trabocchi e l’offerta turistica che questo gioiello può produrre per l’Abruzzo”.

La nota è indirizzata ai presidenti della Regione Abruzzo e della Provincia di Chieti, ai sindaci di Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, San Salvo, alla Camera di Commercio di Chieti-Pescara, a Rete Ferroviaria Italiana, Anas, Agenzia del demanio, Trenitalia e Tua.

Quel “tratto di costa, attraente e suggestivo, è letteralmente preso d’assalto, soprattutto nei week-end, da un esercito di auto”, fa notare, senza che la contestuale offerta di posti o di mobilità alternativa sia adeguata all’impatto.

“La Costa dei Trabocchi, con la realizzazione della pista ciclo-pedonale – scrive Di Dionisio – tende ad assumere caratteristiche di un grande attrattore di turismo naturalistico e sostenibile, ogni giorno è meta di visite ed escursioni di italiani e stranieri”.

A questa forte capacità di attrazione, aggiunge il responsabile regionale di Cna Turismo, Gabriele Marchese, “fanno ostacolo carenze quali insufficienza di parcheggi e di aree di sosta attrezzate, servizi essenziali sia per chi va in bici sia per chi voglia raggiungere spiagge e cale; ancor più per le tante attività che hanno carenza di parcheggi”.

Per Cna Turismo occorre mettere a punto un piano affinché trabocchi, attività di ristorazione, artigianali, commerciali e agricole, strutture ricettive possano operare senza temere rischi per l’incolumità dei clienti, il tutto anche con soluzioni alternative per la mobilità affidate a bus e treni.

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