Usi civici, nuovo round a favore del Comune di Bomba

Prosegue la battaglia tra il Comune di Bomba e gli abusivi occupatori del suo demanio civico, tra cui molte società di primaria importanza nazionale: battaglia che si arricchisce ora di un nuovo capitolo.

È infatti di pochi giorni fa la sentenza della Corte d’Appello di Roma, con la quale i giudici capitolini, per la quarta volta in quattro distinti contenziosi, hanno dato ragione all’amministrazione comunale, difesa dallo Studio Legale degli avvocati Fabio e Sandro Pasquali, esperti in materia di usi civici.

A farne le spese, dopo molti altri privati, sono stati colossi di caratura nazionale quali EI Towers S.p.A., società di telecomunicazioni proprietaria delle infrastrutture di rete da cui trasmette il segnale il Gruppo Mediaset, e Telecom Italia S.p.A., le cui domande contro il piccolo Comune del chietino sono state integralmente rigettate dalla Corte d’Appello romana.

Per effetto di tale sentenza, sono state confermate di natura demaniale civica le aree su cui insistono i ripetitori EI Towers e Telecom, che sono stati dunque riconosciuti abusivi occupatori dei terreni demaniali.

EI Towers S.p.A. ha già notificato ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Corte romana, ma la proposizione del gravame, su cui dovrà pronunciarsi la Cassazione, non sospende la sentenza dei giudici di merito, che rimane dunque valida ed efficace.

Rivendichiamo con forza la correttezza del nostro operato e la coerenza nel continuare a tutelare il nostro demanio civico, in continuità con quanto iniziato nel lontano 2006 – dichiara il Sindaco Raffaele Nasuti  – e continueremo a farlo attraverso ogni più opportuna azione che si renderà necessaria. Resisteremo in cassazione al ricorso di EI Towers con i nostri legali, tra i massimi esperti della materia. Se necessario, siamo pronti anche ad azioni drastiche che, se gli occupatori abusivi non regolarizzeranno la loro posizione dal punto di vista amministrativo ed economico mediante le procedure previste dalla legge, poterebbero avere conseguenze clamorose. Dal canto nostro il Comune, anche tramite i propri difensori, si è sempre reso disponibile a consentire agli occupatori di regolarizzare le rispettive posizioni, incontrando però sempre la scarsa collaborazione degli occupatori stessi”.

In attesa della pronuncia definitiva della Cassazione, dunque, l’annosa controversia si arricchisce di un ulteriore capitolo.

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