Novità del vaccino anti SarsCoV-2 di Moderna riportate da NEJM

di Emidio Maria Di Loreto

 

Il New England Journal of Medicine è una delle più antiche ed autorevoli riviste mediche a pubblicazione mai interrotta da oltre 200 anni. E’ una delle più titolate quindi ad esprimere pareri su argomentazioni medico-scientifiche che saranno di riferimento in letteratura, non è certo una variopinta assemblea di propaganda politica negazionista, con visibilità conferita anche da un noto cantante, che vorrebbe richiamarsi alla destra ma che in realtà diffonde purtroppo solo ignoranza. Così almeno, molto chiaramente il Prof. Massimo Galli, ha bollato l’assemblea di ignoranti dal punto di vista scientifico, aggiungendosi al numeroso coro di coloro che nella migliore delle ipotesi li ha accusati di irresponsabilità etica nel mentre nel mondo ci si confronta con una situazione davvero pesante e dalla gestione difficile. Condizione da analizzare con attenzione, che accomuna nazioni ricche finanziariamente ma anche in ignoranza ed arroganza, ad altre nazioni molto povere e senza risorse costrette a

pagare prezzi elevatissimi in sacrifici umani. Dal lavoro pubblicato da NEJM per fortuna, che invece il prof Galli terrà sicuramente in debita attenzione, viene riportato quanto già in precedenza era trapelato e che adesso costituisce un punto di partenza molto solido dal quale si presume entro fine anno avremo sicuramente la possibilità di ottenere un vaccino. Certamente con altri 160 pretendenti al vaccino nel mondo si avevano buoni segnali ma da questo momento, come pure gli esempi che arrivano da Oxford e Pomezia, ma anche da Gaithersburg in Maryland, si entra nell’estate più calda che la ricerca mondiale abbia mai conosciuto.

Nell’articolo di ieri titolato: “Evaluation of the mRNA-1273 Vaccine against SARS-CoV-2 in Nonhuman Primates” [https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2024671?query=featured_home ] la sigla che indica il pretendente al vaccino di Moderna, gli autori (Kizzmekia S. Corbett, Ph.D., Barbara Flynn, MS, Kathryn E. Foulds Ph.D., Joseph R. Francica, Ph.D., Seyhan Boyoglu-Barnum, Ph.D., Anne P. Werner, BS, Britta Flach, Ph.D., Sarah O’Connell, MS, Kevin W. Bock, MB, Mahnaz Minai, MS, Bianca M. Nagata, MS, Hanne Anderson et al.) lo hanno valutato attraverso l’osservazione dopo inoculo nei macachi. Il risultato di questo lavoro è atteso nei dettagli dal mondo scientifico, chiaramente, ma anche dal web e dagli investitori in titoli delle biotecnologie del Nasdaq che ne ha già scontato positivamente il valore azionario. Inoltre il web ha anche bollato questo vaccino come quello sul quale puntano il Prof. Fauci, consulente scientifico eminente e parzialmente ascoltato dal suo presidente Donald Trump. Le chiacchiere divulgate riferiscono che quest’ultimo, addirittura, spererebbe nell’esito favorevole del vaccino per ottenere la sua rielezione nel prossimo novembre, dopo gli insuccessi della sua politica anticovid negli Usa (solo negli ultimi giorni il presidente si è fatto vedere mentre utilizza i dispositivi di protezione individuale e dopo aver fatto battute davvero infelici durante tutto il periodo pandemico).

Come indicato nel lavoro, prima della valutazione sugli umani, sono stati inoculati macachi con 10 oppure 100 μg (microgrammi) di mRNA-1273 oppure con nessun vaccino. Dopo gli inoculi sono state valutate le risposte anticorpali e la presenza di linfociti T ( i responsabili della immunità cellulomediata). Per la valutazione dei tamponi nasali e dei liquidi provenienti da lavaggio bronco alveolare, sono stati utilizzati metodi quali la Polymerasi Chain Reaction (PCR).

Ebbene il risultato lascia evidenti scie di ottimismo. Sono stati ottenuti livelli di anticorpi superiori a quelli del siero umano in soggetti convalescenti e si è rilevata una risposta ai linfociti CD4 T di tipo helper. Il liquido bronco alveolari non rilevava replicazione virale fin dal secondo giorno dopo la somministrazione in sette sugli otto animali. Nel gruppo degli animali nei quali era stato inoculato il dosaggio da 100 μg dopo due giorni non si rilevava replicazione virale nel naso mentre una leggera infiammazione polmonare è stata osservata entro due giorni in entrambi i gruppi di animali. La conclusione del lavoro è che …..  le prove della vaccinazione mRNA-1273 nei primati hanno provocato una forte attività neutralizzante Il Sars CoV- 2 ed una protezione delle vie aeree superiori ed inferiori e nessuna patologia polmonare.

Non abbiamo trovato risposte, probabilmente non ve ne sono ancora (la pubblicazione è di ieri), circa al persistenza di questa risposta anticorpale. Saranno necessari probabilmente altri studi ed anche tante altre valutazioni parallele nel mondo dove si contano almeno 160 candidati ad ottenere un vaccino contro questa pandemia. Si rincorrono anche notizie di attivismi particolari tra notizie fake, reali e da verificare, come quella che vorrebbe in Russia un vaccino disponibile dal 10 Agosto prossimo, oppure del candidato cinese od israeliano che godono di alto livello probabilistico positivo. A queste notizie, se ne sono aggiunte altre, sempre con l’angolazione di svolgere propaganda partitica (come si può pensare di sfruttare cose così eticamente importanti per la salute globale a fini di conventicola? Ndr) che annunciano la presunta attività di una lattoferrina come sostanza anticovid subito bollata con caratteri cubitali a matrice novax con indicazioni: “Che scusa inventeranno adesso per vaccinare tutti?”. Questa presunta verità, non ancora suffragata da lavori dall’indubbia inconfutabilità (almeno non ancora individuati se ve ne sono) è stata anticipata dalla testata TgR Lazio che ne indica come autori

l’Università Sapienza e  quella di Tor Vergata di Roma e subito ripresa come si potrà facilmente verificare [https://www.facebook.com/siamoitalianiorgogliosi/videos/713828349460459/?vh=e ] E’ chiaramente un’azione quella diffusa da Orgoglio Italiano che sminuisce anche il lavoro universitario mirante a tutt’altro e che speriamo possa dare risultati positivi molto presto per migliorare la condizione di tutti su solide conferme scientifiche. Circa le altre possibilità sul fronte vaccinale riferiamo anche di una notizia del Dr. Gregory Glenn della Novavax. Secondo l’alto dirigente il loro vaccino NVX ‑ CoV2373 negli studi preclinici ha dimostrato la possibilità di indurre anticorpi in grado di bloccare il legame proteina spike- recettore cellulare.  Inoltre poiché questo vaccino utilizza l’adiuvante Matrix M, una saponina da loro brevettata, si sarebbe nella condizione di indurre una adeguata risposta anticorpale pur inoculando bassi dosaggi di vaccino. Questo sarebbe utilissimo per evitare effetti collaterali che risulterebbero enormemente ridotti dai bassi dosaggi.

Tanto in gioco per un serissimo problema che incombe sul nostro futuro e sulla qualità della nostra vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *