Rocco Pasetti di Contesa con essenza Cucina di Mare in Calici di Stelle

di Emidio Maria Di Loreto

Metti uno dei tramonti di terra d’Abruzzo in una serata di inizio Agosto che sembra non voglia mettersi d’accordo sulla gradevolezza delle condizioni meteo abituali con quelle della serata. Metti anche che sempre tali condizioni regalano alla vista uno dei tramonti più intriganti, tra squarci di luce rosa all’orizzonte, nuvole indecise tra minacce di rovesci e manifestazioni di potenza naturale che inducono riflessione sul capitale naturale. Metti anche che, tra filari di vite in piena rigogliosa vitalità, ti appaia Rocco Pasetti nella sua tenuta Contesa, tra le sue bottiglie storiche e qualche intrigante nuova proposizione dalla quale resti investito di tutto l’orgoglio che ne emana il debutto, ecco che i dubbi sull’esito della serata vengono immediatamente fugati.

Siamo in territorio di Collecorvino, in via delle Vigne, guarda un po’, ed abbiamo raccolto l’invito dell’amico Felice e del suo affiatato gruppo di amici per regalarci una serata all’insegna delle nostre italiche passioni che poi sono, amicale compagnia, uguale qualità di cibo e vino, sottofondo musicale adeguato, nello scenario che gli orizzonti abruzzesi sanno regalare. La zona è ad elevatissima vocazione enologica e la vista di colline che si alternano tra filari curatissimi di vigneti cattura subito lo sguardo e ne è testimonianza inconfutabile. Rifletti anche che sei in zona nella quale le correnti conferite dalle brezze marine del vicino Adriatico che si incalanano tra le docili colline, trasmettono alle uve quella variabilità delle temperature che ne esaltano il pregio in un processo di maturazione mai stressato.

La tenuta Contesa è sulla sommità di una di queste colline, tra vecchissimi fabbricati alcuni dei quali dovranno essere imbellettati, non per mascherare gli effetti del tempo che se mai ne conferiscono rispetto storico, ma per un recupero che permetta di non perderli e che dia maggior valore anche alle nuove costruzioni delle quali l’attività imprenditoriale non può prescindere. Sono 35 gli ettari coltivati a vigneto quelli che circondano le strutture centrali della cantina, per lo più a spalliera per Montepulciano, Sangiovese e Trebbiano ma anche a Guyot per il pecorino. I terreni per lo più argillosi e calcarei e vigne esposte verso su-est. Del resto la famiglia Pasetti è da sempre riferimento nell’enologia e nel mondo dei vignaioli. Si deve a loro, insieme ai Cataldi Madonna della valle del Tirino, la riproposizione di quell’antico vitigno autoctono che è il Pecorino con tutti i successi, diretti ed indotti, che ne sono derivati da quel vitigno. Su quella linea della riscoperta delle autoctonie si inseriscono adesso gli interessi su Cococciola, Passerina, altro vitigno con esempi di spumantizzazioni eccellenti, ma anche Montonico, Malvasia e Moscatelli di antica tradizione locale, quest’ultimo con eccellenti espressioni giusto un paio di vallate più verso l’interno rispetto al territorio del quale stiamo narrando.

L’evento al quale abbiamo partecipato è “Cena sui Vigneti” organizzato in collaborazione con “essenza Cucina di Mare”, un binomio dalla storica tradizione quindi. A quella dei vignaioli si aggiunge la proposta dell’antica cucina di mare dei De Santis di San Vito, quelli del “Da Filippo” diventato poi riferimento gourmand come L’Angolino da Filippo.

Le proposte della serata, organizzata in una lunga tavolata illuminata da due filari di lampade che sbucano tra le fronde di ulivi proprio su un imponente vigneto, prevedono gli aperitivi di benvenuto in apertura. Vengono servite con le bollicine consolidate da Passerina brut una gran sorpresa imprevista; una proposta innovativa che stupisce ed intriga. Si tratta di una spumantizzazione a metodo classico di un antico vitigno di Montepulciano d’Abruzzo rafforzato con uve Sangiovese ancora fresco di remuage. Il risultato è esaltante anche se meritevole di successivi ulteriori affinamenti. Il perlage è importante e comunque sufficientemente fine, il colore di un rosè carico ma elegante, evidenti note fruttate e buona acidità con spiccata prevalenza di ricordi di melagrane. Inaspettata e piacevole scoperta abbinata alla polpettina di baccalà preparata dagli chef della quale esalta in equilibrio importante i sentori singoli proponendoli amplificati e molto graditi nel mix. Sulla degustazione della Passerina spumantizzata nulla di più delle già celebrate altre numerose esperienze. Il carpaccio di spigola che segue è proposto in elegante abbinamento cromatico e gustativo con una pizzaiola molto interessante ed il Pecorino 2019, come per la passerina non manifesta sorprese ma solo tutte le conferme che si conoscevano. Nel successivo risotto di mare e smeraldo, abbinato con un trebbiano ottenuto attraverso una fermentazione spontanea, cioè solo attraverso la fermentazione grazie ai lieviti presenti nei frutti e senza alcun aiuto aggiunto, abbiamo degustato un prodotto molto elegante, in un risotto dalla grande esaltazione del gusto di mare conferito da gamberi e tartufi presenti. Probabilmente il piatto avrebbe meritato un Trebbiano classico, dal gusto più marcato, seppur il prodotto abbia comunque ottenuto il riguardo che merita.

E’ con la ricciola, con agretto di pomodoro e fagiolini, scottata al barbecue con cottura leggera completata da un passaggio in forno che scopriamo, nell’apparente banalità, il prodotto più intrigante della serata insieme al Montepulciano in metodo classico.

Il Cerasuolo Contesa ha davvero ancora stupito per equilibrio dei sentori sui quali la componente mandorlata, di inaudita e complessa eleganza olfattiva, lo ha proposto per una beva che lasciava solo l’indicazione di essere riproposta numerose altre volte. Le note, molto ben supportate non solo all’olfatto, erano puntualmente riproposte anche al gusto, e pure con persistenza evidente, motivo per il quale anche in questo piatto l’equilibrio gustativo è risultato di ogni riguardo. La conclusione con …i ricordi di bambino con una panna cotta molto ben proposta in abbinamento con un sorbetto al limone delicato e supportato da una granella che ne aiutava l’apprezzamento..E’ forse mancato giusto un moscatello come quello menzionato in precedenza da abbinare al dolce.

Certo che questa spumantizzazione con metodo classico di Montepulciano d’Abruzzo e Sangiovese, mai portata a compimento prima, merita ogni ulteriore verifica. Abbiamo la sensazione che possa percorrere tantissima strada anzi che ne abbia già individuato un lungo tragitto di successo. Grazie a Rocco Pasetti, a Contesa ed agli chef ed al personale di “essenza di cucina di mare” per rappresentare degnamente l’accoglienza abruzzese. Grazie anche alla squisita compagnia incontrata che ha potuto colloquiare, amabilmente accompagnata da un sottofondo musicale mai sguaiato ma, …solo sottofondo appunto, quale giusto attore non protagonista della serata ma pertinente nella musica e nella scelta dei brani. Al prossimo calice di stelle. Questa sera la replica necessaria.

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