Piano di difesa della costa abruzzese, Regione in ritardo. Taglieri (M5S) presenta interpellanza

Circa 130 chilometri di costa in Abruzzo, oltre 5 milioni stanziati, clamorosi annunci sulla stampa eppure il “Piano di difesa della costa”, tanto annunciato dalla Giunta a trazione Lega, Fratelli D’Italia e Forza Italia ancora non arriva. Siamo in un ritardo clamoroso e le nostre coste continuano a essere vittime di un fenomeno erosivo che, oltre a mettere a rischio il settore turistico, in alcuni casi rappresenta anche un pericolo per la cittadinanza e per le opere in prossimità della costa, come per esempio la Via Verde. Siamo stanchi degli annunci a cui poi non seguono i fatti, le coste d’Abruzzo non hanno bisogno di soluzioni tampone che durano meno di una stagione balneare. È necessario che si attui un piano definitivo che risolva il problema una volta per tutte”.

Con queste parole il Consigliere regionale Francesco Taglieri del M5S motiva l’interpellanza che ha depositato in Regione Abruzzo con il fine di avere risposte chiare su un tema che torna prepotentemente a far parlare di sé ogni stagione, maggiormente nei tratti di costa teatina e teramana.
“Con DGR 130 del 7 febbraio 2019 sono stati stanziati € 2.224.000,00 per interventi di difesa e ripristino degli arenili nei comuni di Martinsicuro, Alba Adriatica, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi, Francavilla e Casalbordino – spiega Taglieri – con DGR 699 del 18/11/2019, poi, veniva dichiarato lo “Stato di Emergenza” e agli interventi previsti dalla DGR 130 si aggiungevano altri interventi urgenti da eseguire sul litorale dei comuni di Ortona, Fossacesia e Torino di Sangro per un importo complessivo stimabile in circa € 3.000.000,00. Stanziamento di soldi pubblici che a quanto pare però non si è tradotto in una soluzione. Oggi i km in erosione in Abruzzo sono 82, pari quindi a circa il 63% del litorale. Oltre la metà delle nostre coste è in pericolo! Il 23 gennaio è stata presentata la relazione preliminare al “Piano di difesa della costa” con la prospettiva di approvare l’intero piano entro l’estate. Ma l’estate è quasi giunta al termine e del Piano non si ha traccia, rimangono solo gli annunci del Presidente Marsilio sulla stampa che a gennaio, almeno da quanto si legge su alcune testate, dichiarava che con il nuovo Piano non ci sarebbero stati più interventi spot bensì iniziative coordinate e omogenee sul territorio mirate a mitigare il rischio di erosione della costa secondo le criticità del territorio. Parole rimaste al vento, perché i continui interventi di “ripascimento”, eseguiti soprattutto sulle coste teramane, si sono dimostrati azioni temporanee senza alcun effetto al di fuori del breve periodo. Non è andata meglio al litorale in provincia di Chieti che registra a tutt’oggi le maggiori criticità in termini di erosione costiera. Le aree indicate dall’indice di rischio più alto ricadono sui comuni di Casalbordino, Fossacesia, Ortona e Rocca San Giovanni, e con un rischio appena di poco inferiore da aree nei comuni di Torino di Sangro, San Vito. A oggi non è stata messa in campo nessuna ipotesi di intervento, soprattutto per le zone a più alto rischio, tra Casalbordino ed Ortona, otto nelle prime dieci indicate nella relazione preliminare. A questo punto ho voluto interrogare Il Presidente della Giunta Regionale e l’ assessore Nicola Campitelli per sapere quali misure intende adottare la Regione Abruzzo per affrontare questa criticità? Entro quanto tempo si prevede di presentare il nuovo “Piano di difesa della costa” e quali interventi, ed in quali tempi, sono previsti per le zone ad alto rischio nella provincia di Chieti.
La ricerca del consenso – conclude Taglieri – non può fagocitare il buon senso! Mi auguro che arrivino risposte chiare ed esaustive, il tempo perso non posso certo restituirlo ma è fondamentale che non si perda un giorno di più. Lo devono al territorio, lo devono ai cittadini”.

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