Prezza: la sindaca non può essere intervistata. No a riprese Rai3 Abruzzo

Marianna Scoccia, sindaco di Prezza (Aq) e consigliere regionale finisce sulla graticola. Oggi, a una troupe Rai, è stato vietato di girare le immagini del paese per la seconda edizione del trofeo Pavind. Motivo: la sindaca non sarebbe stata intervistata. E non avrebbe potuto farlo, causa la par conditio in vista dell’appuntamento referendario del 20 e il 21 settembre, sul taglio del numero dei parlamentari. La Scoccia non ci sta. Un atteggiamento subito stigmatizzato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta: “Il diritto di cronaca non è barattabile e non può essere impedito da chicchessia – denuncia Pallotta -. II fatto avvenuto oggi a Prezza dove a una troupe  del Tg3 Abruzzo è stato vietato di girare le immagini del paese, nell’ambito di un servizio su una manifestazione di ciclismo amatoriale, con la motivazione che la “par condicio” non lo permetteva, è tanto inverosimile quanto pretestuoso. Posto che il paese di Prezza non è proprietà del sindaco ma dei cittadini, è sicuramente un pretesto mal confezionato la motivazione di impedimenti normativi per la ripresa degli edifici del paese. Una gara ciclistica, corredata da immagini del contesto urbano in cui si svolge, non hanno nulla a che vedere con questioni che regolamentano la presenza di soggetti istituzionali o politici nei Tg del servizio pubblico. Il diritto di cronaca non può essere limitato o impedito e tantomeno barattato con la richiesta di interviste. Possibilità che attiene la discrezionalità del giornalista che la esercita nell’ambito dei contenuti del servizio e delle regole della professione – commenta ancora Pallotta.

Interviene anche il Sindacato Giornalisti d’Abruzzo. “Una pretesa infondata, una inutile e violenta compressione del diritto di cronaca. Tanto più che le immagini nel corso della manifestazione sarebbero state un’ottima occasione per Prezza anche in chiave turistica – scrive in una nota il Segretario Ezio Cesari -. Gli amministratori locali non sono sceriffi e nemmeno padroni dei loro territori, ma dovrebbero rappresentare gli interessi della loro Comunità. Il comportamento della sindaca non offende solo il diritto dei giornalisti a informare, in piena libertà e indipendenza, e specularmente il diritto dei cittadini di essere informati al di là di gusti, imposizioni e ricatti da guappi. Atteggiamenti del genere esprimono una concezione proprietaria della cosa pubblica, inconciliabile con i principi e le prassi della buona politica. Il sindacato giornalisti abruzzesi continuerà a difendere in ogni sede i valori della libertà di informazione, la politica saprà isolare e censurare le pulsioni illiberali che sempre più spesso si manifestano nel proprio campo”-

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